“Expanded Field” è un ciclo di conferenze di alcuni Fellows attualmente residenti presso l’American Academy in Rome, alcuni architetti, altri paesaggisti, altri ancora artisti, musicisti e studiosi di discipline diverse. Le loro ricerche, seppure in apparenza lontane dall’ambito proprio dell’architettura, possono  riferirsi alla costruzione dello spazio, seppure indagata con strumenti e obiettivi inconsueti o differenti, e restituire una riflessione sull’architettura come “campo allargato”, sintesi intenzionalmente “indisciplinata”, aperta e curiosa verso altri saperi e metodi. In tal senso, il ciclo di conferenze intende condividere con la comunitĂ  del Dipartimento la vivacitĂ  di espressioni e ricerche in corso presso l’AAR e suggerire agli studenti la ricchezza di possibilitĂ  di nutrimento per il progetto di architettura, attingendo ad ambiti disciplinari affini.

Gli artisti, architetti e studiosi invitati a partecipare a “Expanded Field” sono:
Phu Hoang e Rachely Rotem, Partner e fondatori di, MODUarchitecture, Brooklyn, New York.
Phu Hoang è Assistant Professor Adjunct presso la Graduate School of Architecture, Planning and Preservation della Columbia University. Il lavoro di Phu Hoang e Rachely Rotem, entrambi architetti, l’uno di origine vietnamita, l’altra israeliana, si contraddistingue per l’attenzione alle interazioni tra architettura e condizioni climatiche. La loro ricerca in corso presso l’AAR – dal titolo “The Mutating Weathers of Rome’s Ruins” – riguarda le rovine architettoniche contemporanee, indagandone le relazioni dinamiche con gli agenti atmosferici in termini compositivi.
Stella Nair, Associate Professor, Department of Art History, University of California, Los Angeles.
Stella Nair, storica dell’architettura, è tra i massimi esperti di architettura precolombiana in Sudamerica. Il suo progetto per l’AAR – “Rome in the Andes: the Impact of the Classical World on Inca Architectural History” – riguarda il modo con cui la formazione classica dei primi studiosi spagnoli, ispirati dalla tradizione dell’architettura antica romana, abbia influenzato la lettura e la conoscenza dell’architettura Inca.
Kristi Cheramie, Associate Professor of Landscape Architecture, The Knowlton School, The Ohio State University.
Kristi Cherami è un’architetto del paesaggio. La sua ricerca presso l’AAR – “Recovering Lost Worlds: A Natural History of Erasure” – legge alcuni luoghi della città di Roma, in particolare il Colosseo, come prodotto della continua stratificazione di materie, segni, intenzioni, immaginari, così come della loro progressiva dissolvenza o rimozione, attraverso il filtro dei processi naturali di trasformazioni, evoluzione e consunzione.
Jason Siebenmorgen, Senior Associate, Michael Van Valkenburgh Associates, Inc., Brooklyn, New York.
Jason Siebenmorgen è un architetto del paesaggio, formatosi presso la Graduate School of Design della Harvard University. È associato dello studio di Michael Van Valkenburg, una delle firme più autorevoli dell’architettura del paesaggio contemporanea. Tra i progetti realizzati e curati da Siebenmorgen, il Teardrop Park e il Brooklyn Bridge Park, entrambi a New York. La sua ricerca per l’AAR – “From Ancient Italy to Urban Parks Today: A Study of the Role of Plants in Italian Gardens and Their Influence on Urban Park Design” – riguarda l’uso della vegetazione per l’architettura del paesaggio contemporanea, a partire da una ricognizione storica della tradizione del giardino italiano.
Joseph Williams, Ph.D. Candidate, Department of Art, Art History, and Visual Studies, Duke University.
Joseph Williams è uno storico dell’arte, specialista in architettura medioevale italiana. La sua ricerca in corso presso l’AAR – “The Practice and Production of Architecture during the Mediterranean Commercial Revolution: The Church of S. Corrado in Molfetta (ca. 1185-1303)” – ha come oggeto la chiesa di San Corrado a Molfetta (Bari), mettendo in luce, attraverso la ricerca documentale e la lettura in situ dell’apparecchio della muratura esistente, i processi formativi e costruttivi, in relazione alle competenze dell’epoca nel taglio e assemblaggio della pietra.
Jonathan Berger, Composer and Professor, Department of Music, Stanford University.
Jonathan Berger è un musicista e compositore. Il suo lavoro è dedito al suono come strumento narrativo e costruttivo, in grado di restituire gli spazi e le storie che producono i luoghi. In questo momento sta lavorando alla trascrizione musicale degli effetti del cambiamento climatico in California. La sua ricerca in corso presso l’AAR è “Rime Sparse, and Todt Durch Detranken (Death by Drowning)”, ispirata ai fenomeni migratori nel Lower East Side di New York agli inizi del Novecento.
E.V. Day, Artist, Brooklyn, New York.
E.V. Day è un’artista che opera soprattutto nell’ambito della scultura, con una spiccata originalità espressiva, ricorrendo a lenze da pesca e tessuti. Il suo lavoro indaga la dilatazione, finanche l’esplosione dello spazio, e l’idea della dinamicità, della velocità, del movimento. La sua ricerca per l’AAR – “Bernini’s Twist” – si nutre della lezione di Gian Lorenzo Bernini scultore, e alle qualità empatiche, emotive e sensuali delle sue opere, come ispirazione per la costruzione dello spazio contemporaneo.

  • Ciclo di conferenze
  • 31.01.2017
  • ore 17.00
    aula Musmeci
    Dipartimento di Architettura
    Via Aldo Manuzio, 68L
    Roma