Small, little, tiny: rigenerazione urbana a piccoli passi

Le grandi città con forti poteri economici e ampie offerte culturali rappresentano ancora destinazioni desiderabili per tutti coloro che aspirano a qualsiasi tipo di arricchimento personale. Contemporaneamente, la nuova morfologia sociale rivela una forte eterogeneità dovuta ai continui flussi migratori e ai nuovi modelli economici scaturiti dalla crisi. Questi fattori hanno cambiato la nostra relazione con gli spazi di residenza.
La crescente popolazione legata alla domanda abitativa segna lo scenario di riferimento. Il cambiamento climatico, la mancanza di risorse e le conseguenze dello sfruttamento del suolo rappresentano i principali fattori per i quali sono richiesti nuovi modelli di gestione urbana. È necessario attenuare l’impatto di una massiccia presenza dell’uomo, sollecitando uno stile di vita più responsabile verso l’efficienza energetica e rispondendo alle nuove esigenze sociali e demografiche. In questo scenario emerge una figura che sta crescendo rapidamente, soprattutto tra i più giovani – quella del nomade urbano (o nomad worker).

aVOID Tiny House è un prototipo di casa mobile progettato da Leonardo Di Chiara in collaborazione con la Tinyhouse University, un collettivo di architetti e designer internazionale fondato a Berlino nel 2015 da Van Bo Le-Mentzel. aVOID è stata presentata al pubblico in occasione della mostra “Bauhaus Campus”, un villaggio sperimentale su ruote ospitato all’interno del Bauhaus-Archiv / Museum of Design di Berlino da marzo 2017 a marzo 2018.
Lo spazio abitativo di 9 mq è dotato di ogni comfort necessario per la vita di tutti i giorni e caratterizzato da una forte adesione ai principi minimalisti e uno stile di vita più sostenibile.
L’obiettivo del progetto è la sperimentazione sul campo della tipologia di “piccola casa” mobile, l’industrializzazione del suo processo di costruzione e l’aumento della consapevolezza sociale delle nuove politiche abitative come la creazione di quartieri migratori urbani.
aVOID segna nel contesto del Bauhaus Campus una nuova tipologia nel “tiny house movement”: la casa a schiera. La piccola casa mobile apre solo finestre alle estremità del frontone e consente quindi l’uso di piccole case di fila, il che apre la possibilità di nuove strategie temporanee di pianificazione urbana.
“Migratory Neighborhoods” è un progetto sperimentale urbano e sociale che mira a testare soluzioni innovative accessibili e strumenti facili da raggiungere per tutte le persone che aspirano ad abitare le città senza investimenti economici considerevoli. L’insediamento è composto da case su ruote che possono spostarsi da un luogo all’altro, occupando gli spazi inutilizzati della città.
In occasione dell’arrivo di aVOID Tiny House a Roma, il Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre ospita il prototipo all’interno dell’Ex Mattatoio dall’8 al 10 maggio.

Il convegno “Small, little, tiny: rigenerazione urbana a piccoli passi” è un’occasione di confronto sui temi dei mutamenti in atto nel modo di abitare la città. Spazi minimi di vivibilità, architettura a costi accessibili e spazi inutilizzati della città saranno gli argomenti principali del dibattito.

Programma dell’evento

Saluti istituzionali
prof.ssa Elisabetta Pallottino, Direttore del Dipartimento di Architettura, Università degli Studi Roma Tre
Christina Hasenau, Direttrice redazione internet e social media, Goethe-Institut

Intervengono
prof.ssa Chiara Tonelli, docente di Tecnologia dell’Architettura, Università degli Studi Roma Tre
prof.ssa Lucia Nucci, docente di Urbanistica, Università degli Studi Roma Tre
prof. Gabriele Bellingeri, docente di Tecnologia dell’Architettura, Università degli Studi Roma Tre
arch. Leonardo Di Chiara, progettista di aVOID Tiny House

modera il convegno Nicola Moscheni, dottorando in Paesaggi della Città Contemporanea, Università degli Studi Roma Tre

  • Convegno
  • 08.05.2018
  • ore 14.00
    aula Libera
    Dipartimento di Architettura
    Via Aldo Manuzio, 68L
    Roma