Miroslaw Balka e Joseph Rykwert
Memory and Responsibility
Una conversazione moderata da Pippo Ciorra

Io creo il mio luogo nello spazio quando ne sento l’odore, lo tocco, lo vedo attorno a me. Questa esperienza di localizzazione attraverso i sensi crea il mio senso del luogo, ma inevitabilmente chiama anche i ricordi. Perci√≤ non ci pu√≤ essere luogo senza memoria evocata ed esperita attraverso i sensi – a volte piacevole, ma altrettanto spesso dolorosa. Essa risale al mio passato, ma anche al passato dei miei antenati, dei miei amici e nemici, intrecciando un tessuto che si aggrappa alle cose, ai frammenti che la memoria ricostruisce e attraverso cui vive nuovamente. √ą la condizione che assicura il mio posto nel mondo, il mio posto tra i frammenti che costituiscono il mio luogo. [Joseph Rykwert]

Lo spunto della conversazione fra l’artista e lo storico dell’architettura √® la citt√† di Otwock nei pressi di Varsavia, che entrambi in momenti diversi abitarono: Joseph Rykwert fu costretto ad abbandonarla durante l’invasione tedesca del 1939, mentre Balka l√† trascorse l’infanzia negli anni sessanta, sotto il Comunismo.
Prima della Seconda Guerra Mondiale, Otwock fu una localit√† di cura e residenza di una numerosa comunit√† ebraica, che alla fine dell’occupazione nazista venne sterminata: fra dodici e quindicimila ebrei furono deportati da Otwock al campo di Treblinka.
Balka e Rykwert si soffermeranno sulla mostra Emplacement, riflettendo sulle responsabilit√† ed implicazioni del Modernismo durante la Seconda Guerra Mondiale, nel pi√Ļ ampio contesto dell’architettura e dell’ideologia.

MirosŇāaw Balka, uno fra i pi√Ļ importanti artisti polacchi, √® nato nel 1958 a Varsavia.
Scultore, Balka √® anche attivo nei campi del video sperimentale e del disegno. Si √® diplomato nel 1985 all’Accademia di Belle Arti di Varsavia, dove dal 2011 dirige lo Studio of Spatial Activities presso il Dipartimento di Media. Le sue personali recenti includono: Fragment, Centro Nazionale per l’Arte Contemporanea, Mosca; Nachtgesichten, WRO Art Center, Wroclaw (2013); Akademie der K√ľnste, Berlino e CCA, Varsavia; Between Honey & Ashes, Douglas Hyde Gallery, Dublino (2011); Museo Reina Sofia, Madrid (2010); Modern Art Oxford, Oxford e Tate Modern, Londra (2009); Museo d’Arte Contemporanea, Rijeka, e Irish Museum of Modern Art, Dublino (2007).
Le sue opere sono state esposte in numerose mostre internazionali, fra cui Documenta Kassel (1992), Biennale di Venezia (1990, 1993, 2003, 2005, 2013), Carnegie International, Pittsburgh (1995), Biennale di S√£o Paulo (1998), Liverpool Biennial (1999), Biennale di Sydney (1992, 2006), Santa Fe Biennial (2006). √ą l’autore del memoriale alle vittime del naufragio della nave-traghetto Estonia a Stoccolma (1997). Nel 2009 ha presentato il progetto speciale How It Is nell’ambito della Unilever Series nella Turbine Hall, Tate Modern, Londra.

Joseph Rykwert è Paul Philippe Cret Professor Emeritus of Architecture alla University of Pennsylvania. Nato a Varsavia nel 1926, è emigrato in Inghilterra nel 1939.
Nel 1962 Bibliotecario e Tutor presso il Royal College of Art di Londra, venne nominato nel 1967 Professor of Art presso la University of Essex da poco istituita, dove rimase fino al 1981, quando divenne il primo Slade Professor in the Fine Arts presso University of Cambridge e quindi Reader in Architecture. Ha assunto la sua cattedra alla University of Pennsylvania a Philadelphia nel 1988.
Ha tenuto conferenze e insegnato presso i pi√Ļ importanti dipartimenti di architettura del mondo, ed √® stato docente in numerose universit√† fra cui Princeton, Cooper Union a New York, Harvard Graduate School of Design, University of Sydney, Universit√† Cattolica di Lovanio, Institut d’Urbanisme a Parigi, Central European University.
√ą stato Fellow presso il Center for Advanced Studies in the Visual Arts, Washington, e il Getty Center for the History of Art and the Humanities. Tra le¬† pubblicazioni tradotte in diverse lingue: L’idea di citt√† (1963), La casa di Adamo in paradiso (1972), I primi moderni (1980), Necessit√† dell’artificio (1982), The Brothers Adam(1984), On the Art of Building in Ten Books, una nuova traduzione del De Re Aedificatoria di Alberti (1989, con Robert Tavernor e Neil Leach), La colonna danzante (1996), La seduzione del luogo (2000), The Judicious Eye (2007).
Nel 1984, √® stato nominato Chevalier dans l’Ordre des Arts et des Lettres e nel 2014 Comandante dell’Ordine dell’Impero Britannico. E’ membro dell’Accademia di San Luca, dell’Accademia Polacca e dell’Accademia Europea. Ha ricevuto diverse lauree ad honorem.

MEETING ARCHITECTURE III – FRAGMENTS
Il programma FRAGMENTS riflette sul modo in cui gli edifici, ci√≤ che contengono, e le loro rovine plasmano ideologie, evocano ricordi e suscitano emozioni. A tal fine, il programma si concentra sul concetto di frammento definito come rovina urbana, che pu√≤ essere una casa e i suoi contenuti residuali; oppure oggetti personali, immagini, fotografie e altri documenti. Se i significati e ricordi che attribuiamo alle nostre esperienze sono tanto strettamente legati al materiale, come possono gli individui, i gruppi etnici, le nazioni ricostruire le proprie identit√† e storie di fronte alla distruzione? In un’epoca sempre pi√Ļ caratterizzata dalle migrazioni, abbiamo invitato architetti e artisti visivi, insieme a storici e archeologi, ad esaminare e ricomporre questi frammenti, per offrire un contributo alla ricostruzione delle identit√† personali o collettive in zone di conflitto presente o passato.

FRAGMENTS tratta anche della distruzione causata dalle guerre di monumenti e siti che sono patrimonio dell’umanit√†, e in particolare del tentativo di cancellare o frammentare la memoria delle diverse identit√† e ideologie culturali. [Marina Engel]

  • FRAGMENTS: Meeting Architecture III
  • 17.10.2016
  • ore 18.00
    The British School at Rome
    via Gramsci, 61
    Roma