Call for Papers

GLI SPAZI APERTI NELLE TRASFORMAZIONI DELLE CITTÀ MEDITERRANEE. RAPPRESENTAZIONI, USI E NORME
Convegno internazionale – Roma, 24-25 settembre 2018

L’obiettivo di questo convegno è di analizzare il ruolo degli spazi aperti nelle trasformazioni delle metropoli mediterranee.
In un contesto di crescita urbana, gli spazi non costruiti sono stati a lungo considerati spazi vuoti, abbandonati o in attesa di urbanizzazione. Con l’avvento del paradigma dello sviluppo sostenibile e della pianificazione di scala metropolitana, lo sguardo è cambiato. Nelle aree periurbane, gli spazi verdi e i terreni agricoli sono considerati come spazi multifunzionali, fattori di resilienza urbana. Al contempo, in città, la trama di spazi aperti interstiziali (parchi, lotti liberi) può portare a un mix di usi che supportano la vivibilità e la sostenibilità della vita cittadina.
Questo ribaltamento di visuale ci invita a riflettere sulle storie degli spazi aperti, le loro specificità e le relazioni che intrattengono con le aree edificate, per comprendere meglio i loro problemi di sviluppo e la diversità dei ruoli che possono svolgere nelle trasformazioni delle metropoli del Mediterraneo.
Gli argomenti oggetto di questa call sono:
• Spazi aperti come luoghi di espressione delle crisi che attraversano le metropoli del Mediterraneo. In quale contesto gli spazi aperti metropolitani sono da considerare come paesaggi banali, degradati e ripugnanti? Si tratta di residui lasciati da una crescita urbana mal gestita, ad esempio progetti edilizi incompiuti o sospesi, o da una deindustrializzazione o una decrescita urbana? Cosa rivela questo lato marginale della città? è ignorato o viene preso in considerazione dalle politiche urbane (sociali, culturali, urbanistiche, ecc.)?
• Spazi aperti come laboratori di innovazione per promuovere la resilienza urbana. In quale misura gli spazi aperti sono luoghi della sperimentazione, in cui vengono inventate risposte innovative alle crisi e nuovi modi di costruire la metropoli postmoderna? Come questi luoghi si possono tradurre in paesaggi produttivi e creativi, luoghi di innovazione per le politiche urbane, luoghi in cui viene costruita una città più giusta? Come entrano nei dibattiti sulla città compatta / diffusa e sulla sua efficacia ambientale? Quali progetti sono previsti per questi spazi senza urbanizzare i suoli? Sono riconosciuti come patrimonio da preservare o utilizzati come infrastrutture verdi metropolitane?
I partecipanti sono inoltre invitati, nei loro contributi, a far luce sull’evoluzione di rappresentazioni, usi e norme degli spazi aperti metropolitani:
• Evoluzione delle rappresentazioni. Come sono andati evolvendo i punti di vista degli abitanti delle città, degli attori pubblici e dei ricercatori sugli spazi aperti? Quali immagini sono utilizzate per descrivere, analizzare o progettare questi spazi? Come sono costruite a livello locale queste figure? Come si diffondono da uno spazio aperto all’altro?
• Evoluzione dei luoghi e degli usi. Qual è l’origine e l’evoluzione nel tempo degli spazi aperti metropolitani? Da chi e come sono stati utilizzati? Sono stati degli spazi di marginalizzazione sociale, devianza e pratiche illegali? Oppure sono luoghi in cui si intrecciano dei legami sociali e si delineano dei nuovi modi di abitare le metropoli?
Quali sono le caratteristiche fisiche e funzionali degli spazi aperti metropolitani? Come si organizzano la diversità degli usi e la multifunzionalità? Si traducono in nuove forme di agricoltura urbana e periurbana, in una forte mobilitazione sociale o in conflitti?
• Evoluzione delle norme. Come si articolano norme regolamentari, istituzionali e sociali nella gestione degli spazi aperti? In che modo le norme determinano gli usi? In che modo gli usi contribuiscono alla produzione di norme? In quali modi la dinamica tra norme e usi si riflette sulle politiche urbane?
Si incoraggia l’invio di proposte che discutono casi di studio riguardanti tanto il nord, come il sud e l’est del Mediterraneo e che delineano storie e traiettorie di spazi aperti emblematici, le loro trasformazioni (riconfigurazioni sociali, spaziali, economiche), specificandone il ruolo in relazione alla città (soprattutto in relazione alla citata dialettica segregazione / integrazione), e la loro rilevanza in diverse politiche urbane.
Oltre ai casi studio, sono particolarmente apprezzati gli approcci che tengono conto delle diverse scale spaziali e/o temporali per comparare gli spazi aperti, comprenderne le dinamiche e il modo in cui sono progettati o gestiti ai diversi livelli e, nel caso, in relazione tra loro.

Calendario
Abstract (1500-3000 caratteri) da inviare entro il 15 aprile 2018 a: mailto:keti.lelo@uniroma3.it, coline.perrin@inra.fr
Risposta: 15 maggio 2018.
Iscrizione gratuita ma obbligatoria entro il 10 settembre 2018.
Lingue di presentazione/discussione: francese, italiano e inglese.
La pubblicazione dei migliori contributi è prevista in “Città e Storia” o/e in un’altra rivista
internazionale.

Organizzazione
Questo convegno è promosso nell’ambito del programma scientifico dell’EFR “Metropoli: crisi e mutazioni nell’area euro-mediterranea” (2017-2021), all’interno dell’asse 4 che si occupa del confronto di norme e usi negli spazi aperti metropolitani nell’area del Mediterraneo. La sua realizzazione è possibile grazie al sostegno di LIA Mediterrapolis, EFR, CROMA (Roma Tre), ANR (progetto JASMINN) e Institut français Italia.

Sede
Ecole française de Rome (Piazza Navona)

Responsabili scientifici
INRA: Coline Perrin, Christophe Soulard
CROMA: Keti Lelo, Anna Laura Palazzo, Carlo Maria Travaglini
TELEMME: Jean-Noël Consalès
EFR: Fabrice Jesné

  • Open Call for Papers
  • 14.03.2018 - 15.04.2018