Meeting Architecture: FRAGMENTS
Ciclo di lecture e mostre

Miroslaw Balka
Emplacement   

…Una volta era un insieme, ma √® andata in rovina, √® andata a pezzi. Sembra che la puoi abbracciare, ma la memoria √® inaffidabile e ci√≤ che puoi recuperare √® solo un frammento…‘ Miroslaw Balka

Prosegue il ciclo di incontri e mostre del programma¬†Meeting Architecture della British School at Rome, a cura di Marina Engel, che dal 2013 indaga il rapporto tra l’architettura e i processi creativi come le arti visive, la storia e l’archeologia, che sono alcuni degli ambiti di ricerca della BSR.
Dal 2015 il progetto si focalizza sul concetto di frammento/FRAGMENTS inteso come rovina urbana. Mentre lo scorso anno il programma si √® incentrato sul Medio Oriente, nel 2016-2017 l’attenzione √® rivolta all’Europa Centrale e all’Europa dell’Est.
L’appuntamento di luned√¨ 26 settembre 2016 √® con l’artista polacco Miroslaw Balka (1958, Varsavia) che presenta la sua personale a Roma, Emplacement.
La mostra interpreta il tema del frammento per porre in questione le memorie personali e collettive: dalla sua famiglia all’educazione cattolica, fino all’esperienza comune della turbolenta storia della Polonia, con particolare attenzione all’occupazione nazista.
Tra gli artisti pi√Ļ noti della sua generazione, la ricerca di Balka si √® a lungo focalizzata sulla figura umana, attraverso l’uso di materiali e oggetti quotidiani come acciaio, legno, sale, sapone, feltro – fortemente evocativi di ricordi rituali e nascosti, e utilizza il suo studio e il suo corpo come scala di misura e punto di riferimento per la realizzazione delle sue opere.
Per la mostra alla British School, Miroslaw Balka utilizza linguaggi diversi Рdisegni, video e scultura Рalludendo alla nozione foucaultiana di Emplacement (localizzazione) e al ruolo e alla responsabilità del modernismo in architettura durante la Seconda Guerra Mondiale.

La Mostra
Il percorso dell’esposizione si apre con 50 x 50 x 91 (Pain Relief)¬†(2012), una scultura in cemento con incorporate tre aspirine della Bayer.
Si prosegue con Modulor\AF\1944¬†(2015) un disegno che mette in relazione le vicende personali di Anna Frank e l’architetto Le Corbusier, i cui rapporti col regime fascista di Vichy sono stati ampiamente documentati – attraverso una ‘griglia proporzionale’ basata su due scelte fondamentali, una di tipo matematico, una di tipo antropomorfo. Il Modulor venne formulato da Le Corbusier nello stesso periodo in cui l’ultima altezza di Anna Frank veniva segnata sullo stipite della porta del suo alloggio segreto, prima di essere arrestata dai nazisti.
Il disegno Concentration Camp, della seconda met√† degli anni Settanta, e le litografie A Crossroads in A (2006) – basate su quattro fotografie scattate ad Auschwitz, in cui¬† emergono le sagome di elementi architettonici cancellati, lasciando visibile solo il paesaggio naturale – sono opere maggiormente focalizzate sul ruolo dell’architettura nella storia.
I video in mostra, girati con telecamera a spalla, fanno riferimento da una parte alla responsabilit√† del modernismo e dall’altra alla storia personale dell’artista.
B del 2006 √® un video girato all’ingresso del campo di concentramento di Auschwitz in cui Balka si concentra sulla lettera B dell’insegna ARBEIT MACHT FREI, posta sopra il cancello, che alcuni storici ritengono essere stata disegnata in stile Bauhaus. GPS free (2012) √® una parete bianca girevole proiettata sul muro della galleria, mentre Bottom (1999/2003) √® un video che riprende le docce dei bagni dei campi di concentramento di Majdanek in Polonia, proiettato su un contenitore di sale posto sul pavimento. Il sale √® un materiale spesso usato da Balka, che lo ritiene un elemento dalla doppia natura ‘da una parte estremamente puro e bello, dall’altro capace di produrre dolore se sfregato su una ferita’.
La serie di tre video Nachtgesichten¬†(2013) mostra escursioni ed esplorazioni notturne che si concentrano su spazi pi√Ļ intimi dell’artista: il suo studio a Otwock, il fumo dal suo camino, e la luna sopra la sua casa.
A chiusura della mostra, luned√¨ 17 ottobre 2016, si terr√† la conferenza Memory and Responsability: Miroslaw Balka incontrer√† lo storico e critico dell’architettura polacco, naturalizzato britannico, professore emerito alla University of Pennsylvania Joseph Rykwert (Varsavia, 1926) e autore di numerose pubblicazioni.

¬†‘Io creo il mio luogo nello spazio quando ne sento l’odore, lo tocco, lo vedo attorno a me. Questa esperienza di localizzazione attraverso i sensi crea il mio senso del luogo, ma inevitabilmente chiama anche i ricordi. Perci√≤ non ci pu√≤ essere luogo senza memoria evocata ed esperita attraverso i sensi - a volte piacevole, ma altrettanto spesso dolorosa. Essa risale al mio passato, ma anche al passato dei miei antenati, amici e nemici, intrecciando un tessuto che si aggrappa alle cose, ai frammenti che la memoria ricostruisce e attraverso cui vive nuovamente. √ą la condizione che assicura il mio posto nel mondo, il mio posto tra i frammenti che costituiscono il mio luogo.‘¬†Joseph Rykwert

Miroslaw Balka, √® nato nel 1958 a Varsavia, dove attualmente vive e lavora. Si √® diplomato nel 1985 all’Accademia di Belle Arti di Varsavia, dove dirige dal 2011 lo Studio of Spatial Activities presso il Dipartimento di Media. Le sue mostre personali recenti includono: Fragment, Centro Nazionale per l’Arte Contemporanea, Mosca; Nachtgesichten, WRO Art Center, Wroclaw (2013); Akademie der K√ľnste, Berlino e CCA, Varsavia; Between Honey & Ashes, Douglas Hyde Gallery, Dublino (2011); Museo Reina Sofia, Madrid (2010); Modern Art Oxford, Oxford e Tate Modern, Londra (2009); Museo di Arte Contemporanea, Rijeka, e Irish Museum of Modern Art, Dublino (2007).
Le sue opere sono state esposte in numerose manifestazioni internazionali, fra cui Documenta, Kassel (1992), Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia (1990, 1993, 2003, 2005, 2013), Carnegie International, Pittsburgh (1995), Biennale di S√£o Paulo (1998), Liverpool Biennial (1999), Biennale di Sydney (1992, 2006), Santa Fe Biennial (2006).
Nel 2009 ha presentato il progetto speciale How It Is nell’ambito della Unilever Series nella Turbine Hall, Tate Modern, Londra.

MEETING ARCHITECTURE III – FRAGMENTS
‘Il programma FRAGMENTS riflette sul modo in cui gli edifici, ci√≤ che contengono, e le loro rovine plasmano ideologie, evocano ricordi e suscitano emozioni. A tal fine, il programma si concentra sul concetto di frammento definito come rovina urbana, che pu√≤ essere una casa e i suoi contenuti residuali; oppure oggetti personali, immagini, fotografie e altri documenti. Se i significati e ricordi che attribuiamo alla nostre esperienze sono tanto strettamente legati al materiale, come possono gli individui, i gruppi etnici, le nazioni ricostruire le proprie identit√† e storie di fronte alla distruzione? In un’epoca sempre pi√Ļ caratterizzata dalle migrazioni, abbiamo invitato architetti e artisti visivi, insieme a storici e archeologi, ad esaminare e ricomporre questi frammenti, per offrire un contributo alla ricostruzione delle identit√† personali o collettive in zone di conflitto presente o passato.
FRAGMENTS tratta anche della distruzione causata dalle guerre di monumenti e siti che sono patrimonio dell’umanit√†, e in particolare del tentativo di cancellare o frammentare la memoria delle diverse identit√† e ideologie culturali.’¬†Marina Engel

  • Meeting Architecture: FRAGMENTS
  • 26.09.2016
  • ore 18.30-20.30
    The British School at Rome
    via Gramsci 61,
    Roma
    inaugurazione mostra