Un workshop tra progettazione e ricerca nel Dipartimento di Architettura di Roma Tre

Roma ha il primato di essere una delle poche città europee a non avere bagni pubblici gestiti secondo le regole del decoro e dell’igiene. Lo denunciano da diverso tempo svariati quotidiani romani, oltre a cittadini, associazioni e blog su siti italiani e stranieri. Arrivare dunque dall’Estero, ma anche da altre città italiane, vuol dire essere assaliti dall’ansia del servizio igienico insufficiente, remoto e sorprendente.
Nelle altre capitali europee, i bagni pubblici sono assai diffusi sul territorio urbano e spesso, oltre a costituire un vanto per l’amministrazione locale, rappresentano un punto di attrazione per cittadini e turisti. A Vienna, la public toilet di nuova generazione convive con una tradizione che risale a fine ’800 quando l’imprenditore Wilhelm Beetz promosse la costruzione di ben 137 vespasiani e 73 pubblici servizi uomo/donna. Quelli del Graben attribuiti a Adolf Loos, ancora intatti e funzionanti, costituiscono un paragrafo importante nelle varie guide turistiche della città. Dalle pop-up toilets di Londra, agli urinoirs di Amsterdam e dell’Aia, alle oltre 400 sanisettes gratuite che la Ville de Paris, a partire dal 2009, ha collocato soprattutto nelle aree verdi – in aggiunta alle 40 strutture pubbliche già esistenti nei paraggi di locali e luoghi particolarmente affollati –, la cultura del bagno pubblico ha ripreso quota negli ultimi anni e ha stimolato sperimentazioni in direzione dell’accessibilità ampliata, del risparmio di risorse, della semplicità di gestione, dei requisiti igienici.
Al di là della inadempienze classiche delle nostre Amministrazioni, il tema appare oggi come un crocevia di tematiche sociali, politiche, antropologiche, tecniche, che sottendono un enorme e inesplorato spazio di progettazione, dalla scala della maniglia a quella della natura e della cultura dell’utente: il bambino, l’anziano, il turista, il nomade refugee che non si può permettere di spendere un euro, eccetera.
Il workshop raccoglie il lavoro di ricerca e l’attività svolti sul tema da Embrice 2030 (di cui fa parte Carlo Severati), che ha avuto un punto fermo nella organizzazione a Roma del WTD, World Toilet Day, il 19 Novembre 2015, una giornata in cui si sono susseguiti eventi artistici, letterari e di partecipazione.

Il workshop si svolgerà all’ex Mattatoio nella settimana da lunedì 12 settembre 2016 a venerdì 16, con orario di massima 9-20, e sarà preceduto da una conferenza pubblica il 13 giugno. In questa manifestazione, alcuni interventi presenteranno l’iniziativa, i contorni molto sfaccettati del problema, gli obiettivi e il bando di partecipazione.

Contributi di:
AURELI – BALZANETTI – BENEDETTI CORCOS – CARRANO – CARRESE – CARRUS – DE LAURENTIIS – FILPA – FRONGIA – GIULIANI – HETMAN – INNOCENTI – LONGOBARDI – MARCUCCI – LICENZIATO MONTI – RESTAINO – SCRIPILLITI – SEVERATI – SPADAFORA – SPINA – TAGLIACOLLO – TONELLI

Bando

  • Una nuova cultura del bagno pubblico a Roma
  • 13.06.2016