Saverio Sturm
Architettura illusoria e scenografie teatrali nel fondo dei Gesuiti di Sopron (Ungheria)
2015/2015 - Durata: 1 anni

Descrizione della ricerca

In consequenzialità con la ricerca dipartimentale 2009-2010 sui “Disegni di scena anonimi del Settecento italo-francese nella collezione Tessin della Accademia Reale di Belle Arti a Stoccolma”, che ha avuto un primo esito pubblicato nel 2013 (il saggio su Carl Gustav Tessin indicato in bibliografia), e quella 2011-2012 dal titolo “Relazioni tra architetti, scenografi e decoratori negli ambienti teatrali italo-francesi del secondo Seicento” in corso di conclusione, la ricerca che qui si presenta intende integrare il lavoro degli scorsi bienni
con un indagine dettagliata su un nuovo fondo di scenografie barocche ancora inedito in Italia, consistente in circa 90 bozzetti acquerellati per scene teatrali prodotti nel Settecento negli ambienti gesuiti ungheresi.
Si intende prendere in esame dal punto di vista figurativo, e nei suoi rapporti con la cultura architettonica barocca, questo ricco materiale che ha conosciuto solo un’edizione critica negli anni ’90 del Novecento in lingua ungherese, e proporne l’integrale pubblicazione all’interno di un catalogo critico comprendente i diversi gruppi di scenografie europee esaminate negli scorsi bienni.
Noto come “Album di Sopron”, conservato presso il “Museo e Istituto della Storia del Teatro” di Budapest, il fondo dei Gesuiti ungheresi costituisce una spettacolare testimonianza dell’attività teatrale, a carattere sacro e profano, svolta nel contesto dell’azione educatrice della Compagnia di Gesù tra ‘600 e ‘700 nel delicato quadrante dell’Europa orientale, su uno storico confine di confronto tra i territori imperiali di matrice
cattolica, i principati e le infiltrazioni protestanti, il grande mondo slavo-ortodosso. In questa cornice geopolitica-religiosa, come in molti altri contesti dell’età moderna, l’attività missionaria della Compagnia di Gesù gioca un ruolo determinante come argine dell’identità cattolico-romana, e spesso come cuneo di inculturazione di società naturalmente scollegate dalla tradizione latina. Il linguaggio architettonico del Barocco romano ed europeo, tradotto in termini scenografici ed evocato nell’allestimento di rappresentazioni di carattere pedagogico ma anche ludico, secondo i codici e le inclinazioni della nascente società borghese dell’Europa occidentale, viene impiegato dai Gesuiti ungheresi in una fase di consolidamento della loro presenza nei territori orientali dell’Impero, quale importante strumento di esportazione artistica nelle aree danubiane. Ovvi i riferimenti alla grande tradizione illusionistico-scenografica maturata nella tradizione artistica e scientifica dell’Ordine, in particolare attraverso l’attività teorica e pratica di Andrea Pozzo e dei suoi collaboratori ed allievi. L’approfondimento di tali aspetti, collegati alla divulgazione del linguaggio dell’architettura barocca tra Roma e l’Europa centrale ed orientale nel Sei e Settecento, consentirà inevitabili ricadute di carattere didattico in particolare per la trattazione del periodo di esame nel corso di Storia
dell’Architettura 2, grazie al reperimento di materiali inediti, espressivi di una pluralità di connessioni tra architettura costruita, architettura illusoria e sviluppo delle tecniche scenografiche nel Barocco europeo.


Altri partecipanti alla ricerca: