Chiara Tonelli
Edifici residenziali ad energia positiva per la rigenerazione urbana di quartieri informali: il caso di Tor Fiscale
2013/2014 - Durata: 2 anni

Descrizione della ricerca

La ricerca prevede di giungere alla definizione di sistemi insediativi residenziali innovativi, sostenibili ed energeticamente efficienti per la rigenerazione urbana di quartieri ad edilizia informale nell’area periferica della città di Roma. In particolare verrà presa in esame l’area di Tor Fiscale, in cui il Comune di Roma sta attivando iniziative di riqualificazione attraverso lo strumento del PRINT.

Gli obiettivi sono quelli di combinare la ricerca di modelli insediativi con quella per costruzioni sostenibili ad alta efficienza energetica, per arrivare all’ottimizzazione di cluster aggregativi adatti al contesto della periferia di Roma.

Il gruppo di ricerca si pone l’obiettivo della definizione tecnologica e produttiva del sistema costruttivo, della selezione dei materiali a basso contenuto di energia primaria, con particolare attenzione alla integrazione di sistemi di prefabbricazione con il reperimento di materiali e manodopera locali, della valutazione energetica mediante modelli di simulazione termici e di produzione energetica, della progettazione antisismica e reversibile.

Un importante spazio verrà dato alla definizione dei criteri di inserimento nei contesti urbani, avendo cura di selezionare soluzioni per la raccolta dei rifiuti, l’uso delle risorse idriche, la mobilità, la coltivazione agricola che siano in linea con gli indirizzi più attuali in ambito di progettazione urbana sostenibile a livello internazionale.

Collocazione nel contesto scientifico nazionale ed internazionale

I consumi elettrici europei per oltre il 40% sono dovuti all’edilizia, in particolare residenziale (Direttiva 2010/31/UE) e il 75% dell’energia elettrica ha origine da fonti fossili o nucleare (OECD Europe 2011), con un innalzamento quindi dei livelli di inquinamento ambientale. A tali consumi si associano condizioni di comfort indoor non ottimali. Sono infatti gli impianti di riscaldamento e raffrescamento e l’illuminazione artificiale i principali responsabili dell’alto impiego energetico. Questa situazione fa comprendere l’urgenza di procedere ad operazioni di retrofitting energetico dell’edilizia esistente. Tuttavia, spesso, le condizioni precarie di edifici illegali (cfr. abusivismo edilizio della periferia di Roma) o di edilizia di scarsa qualità realizzata con urgenza nel periodo post-bellico rendono economicamente non conveniente procedere alla riqualificazione e fanno propendere per la demolizione e ricostruzione con edifici a energia positiva, in grado cioè di produrre più energia di quanta ne consumano. Ciò consente di avviare una più complessiva rigenerazione urbana, dove l’energia in esubero possa supplire al fabbisogno degli edifici non rinnovati, attraverso reti smart connected. Esperienze analoghe sono state avviate a livello europeo, tra le quali l’IBA di Amburgo costituisce forse il caso di studio più completo e noto, ma anche a livello nazionale sono in corso molteplici esperimenti, tra cui il più comparabile per le tecnologie costruttive adottate con lo studio in esame è rappresentato dalla sostituzione immobiliare portata avanti dal gestore dell’edilizia immobiliare pubblica CASA spa di Firenze.

 


Altri partecipanti alla ricerca: Gabriele Bellingeri, Ginevra Salerno, Luigi Franciosini, Mario Cerasoli, Cristina Casadei, Stefano Converso, Fabiana Riparbelli,