Francesco Cellini
Il sistema del patrimonio culturale Tiburtino: valorizzazione, messa in rete e comunicazione
2013/2013 - Durata: 1 anni

Descrizione della ricerca

Il centro storico di Tivoli e il suo territorio vantano uno dei più ricchi insiemi di beni culturali del Lazio. La concentrazione di beni archeologici, storico-architettonici, paesaggistici, di archeologia industriale e di architettura del Novecento è di eccezionale qualità, tanto da aver meritato l’iscrizione nella lista del Patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Tuttavia, nella percezione e nella fruizione generale di Tivoli e del suo territorio, tali beni appaiono scollegati e, in buona parte, sconosciuti alla maggior parte dei turisti: di un 100% che visita la Villa d’Este, solo la metà sa dell’esistenza dei tempi della Sibilla e di Vesta, e solo un quinto si reca alta Villa Adriana. Nel periodo estivo l’affluenza alla Villa Gregoriana aumenta considerevolmente, ma cala drasticamente nei periodi autunnali e invernali. Per molti beni sparsi nella campagna manca qualsiasi tipo di indicazione (acquedotti, ville romane, ponti) mentre altri monumenti, soffocati dall’espansione edilizia senza qualità, passano completamente inosservati.

Alcuni dei manufatti principali dell’area sono stati oggetto di ricerche e di progetti dei richiedenti: in particolare: la Rocca Pia è stata oggetto di un intervento di restauro (progetto definitivo di Maria Margarita Segarra Lagunes e Mario Manieri Elìa, esecutivo e musealizzazione di Maria Margarita Segarra Lagunes, di allestimento di Francesco Cellini e Maria Margarita Segarra Lagunes); il ‘bastione’ della stessa rocca è stato oggetto di un intervento di restauro di adeguamento funzionale come info-point del polo tiburtino dei beni culturali (Maria Margarita Segarra Lagunes e Francesco Cellini), infine l’anfiteatro di Bleso è stato oggetto di un progetto preliminare di riqualificazione (Francesco Cellini e Maria Margarita Segarra Lagunes). Nel territorio tiburtino, Maria Margarita Segarra Lagunes ha redatto, insieme a Mario Manieri Elia il progetto di restauro e recupero funzionale del complesso delle Cento Camerelle nella Villa Adriana.

Durante queste attività, i richiedenti hanno raccolto importanti documentazioni storiche ed iconografiche sui singoli manufatti e redatto di essi approfondite analisi storiche.

Nondimeno alcune questioni di carattere storico e ricostruttivo riguardo alla complessa interazione e stratificazione dei monumenti restano irrisolte e chiedono tuttora di essere chiarite (anche ai fini di una sistemazione esauriente e organica delle zone urbane).

Si propone quindi di concentrare questa ricerca (intesa come una prima parte, in sé compiuta, di un futuro studio più vasto) sul nucleo centrale di Tivoli, costituito dalla Rocca Pia, l’Anfiteatro di Bleso, le Scuderie Estensi, la Chiesa di San Francesco e la Villa d’Este, in relazione anche all’uso delle acque del fiume Aniene e del non più esistente Acquedotto Rivellese. Ciò allo scopo di definire l’esatta configurazione altimetrica del sito, all’atto della fondazione della Rocca e della ragione delle sue successive trasformazioni, dell’esatta configurazione degli accessi alla Rocca da sud (ora completamente scomparsi, salvo le tracce del relativo ponte levatoio), del senso del bastione nord e dei relativi accessi dalla città, della complessa relazione dell’anfiteatro di Bleso col tessuto urbano preesistente e infine dell’interessante e tuttora incomprensibile sistema di reti e sistemazioni idrauliche che coinvolge tutto il complesso (rocca, mura urbane, bastione, anfiteatro, Villa d’Este).

Vista dal punto di vista urbanistico, l’area in oggetto è assolutamente strategica. Infatti essa sta al centro della città contemporanea, nel nodo principale delle linee di traffico ed in adiacenza al parcheggio pubblico più importante; quindi sembra destinata ad un ruolo particolarmente rilevante dal punto di vista culturale e turistico, proprio per la sua collocazione e per le sue disponibilità interne, tuttora non utilizzate, ma evidenti. Infatti la Rocca sta per diventare museo della città ed il bastione un info-point, che sarebbe essenziale, se fosse attivo, per favorire la visita ai grandi complessi monumentali limitrofi. L’anfiteatro ha una notevole, ma
inutilizzata, suscettibilità ad ospitare spettacoli all’aperto; le scuderie Estensi sono disponibili come un ampio luogo per incontri, mostre e manifestazioni e ci sono, infine, ampie aree verdi interne.
Il tutto in prevalenza di proprietà pubblica, ma non utilizzato, né messo a sistema.

Per farlo, manca un progetto architettonico e funzionale complessivo; per questo, a sua volta, è necessario un completo studio storico dell’intero sistema, non condotto (come finora) solo parte per parte.

Obiettivi della ricerca

A- completamento della ricerca storica sul complesso urbano, mirante a chiarire e documentare il senso delle sue successive stratificazioni.
B- completamento della raccolta (già in parte avviata) dei relativi elementi documentari: delle fonti letterarie, critiche, storiografiche, archivistiche, notarili e delle fonti cartografiche ed iconografiche.

C- proposizione di un fattibile e realistico progetto di riorganizzazione, restauro ed uso del complesso, mettendo anche a sistema tutti i raggiungimenti sin qui acquisiti e restituendo un senso a tutti i lavori di trasformazione e restauro recentemente realizzati, ma non utilizzati).

Collocazione nel contesto scientifico nazionale ed internazionale
Questo tipo di ricerca, comprendente studi storici e ipotesi progettuali mirate alla valorizzazione e recupero di contesti urbani centrali e pluristratificati, ha vari riferimenti in ambito soprattutto europeo. Si veda per esempio il caso del recupero urbano del complesso archeologico di Cartagena in Spagna (RMoneo) o del tempio di Diana di Merida ecc.


Altri partecipanti alla ricerca: Maria Margarita Segarra Lagunes,