Cristiana Bedoni
Percorso critico, applicativo e culturale del DISEGNO di architettura tra XX e XXI secolo, nel suo passaggio dalle secolari tecniche manuali ai software digitali, dai supporti cartacei e cianografici alle schermate virtuali.
2013/2015 - Durata: 3 anni

Descrizione della ricerca
  • obiettivi: la profonda modificazione delle tecniche base per la rappresentazione grafica dell’architettura tra XX e XXI secolo ha chiaramente influito sulle rese finali dei disegni, sui loro modi di “apparire grafico” e loro ipotesi formali di progetto, così come sui loro riferimenti critici e modelli  culturali. Unitamente a questo, l’internazionalità delle informazioni a globalizzazione dell’informazione Ci si propone quindi di ripercorrerne criticamente, temporalmente e geografi-camente il loro svolgersi relativo, per estrapolarne e analizzarne le caratteristiche di immagine visiva, mentale e culturale; analisi dell’apporto della rappresentazione (dalla modellazione solida al rendering fino alla post-produzione), che oggi tanta parte ha nelle culture visive, nella fase di messa a punto del progetto definitivo e nella sua comunicazione finale. 
  • metodologie: analisi critico-documentativa della modificazione delle tecniche base di rappresentazione grafica dell’architettura tra XX e XXI secolo, nel passaggio dal: disegno manuale (nella sua corrispondenza univoca tra percorso e peso della mano che traccia le linee e presenza e carattere dei segni sulla carta) al disegno digitale (pulsioni/tasti alfanumerici = segni, colori, forme sullo schermo); supporto cartaceo, quale prodotto diretto e/o copia cianografica, all’immagine virtuale, propria di questo nostro ultimo periodo, quali testimonianze / memorizzazioni / trasmissioni di conoscenza, dell’operato grafico/progettuale; ….
  • collocazione nel contesto scientifico nazionale ed internazionale: la sempre maggiore, e forse oggi “obbligata”, internazionalizzazione e globalizzazione dell’informazione e degli strumenti tecnico-informatici, ha praticamente azzerato le distanze geografiche e i rispettivi riferimenti storico-culturali di ogni singola nazione; relegando nei più, forse, quali puri corollari di astratta presenza atavica le proprie presenze materiche  urbano/architettoniche. E’ quindi necessario ri-esaminare il ruolo e l’importanza della storia, dei differenti popoli e luoghi, nell’evoluzione, anche futura, del nostro esserci urbano – pluralistico fino al XX secolo ed oggi sempre più monoglobalizzato; del ruolo delle architetture, delle loro forme  e linguaggi e stili, quali testimonianze materiche dell’esserci, e del come esserci, dell’uomo sul pianeta Terra

Altri partecipanti alla ricerca: Giovanna Spadafora, Laura Farroni, Marco Canciani, Maria Grazia Cianci,