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PRIN RE-CYCLE Italy. Nuovi cicli di vita per architetture e infrastrutture della città e del paesaggio
2013/2016 - Durata: 3 anni

Descrizione della ricerca

In linea con gli obiettivi di Horizon 2020 e con le politiche strategiche di Europe 2020, e in conformità con le indicazioni della Convenzione Europea del Paesaggio, la ricerca intende esplorare le ricadute operative del processo di riciclaggio sul sistema urbano e sulle tracce di urbanizzazione che investono il territorio affinché questi “materiali” tornino a far parte, insieme al sistema ambientale, di un unico metabolismo. L’ipotesi di conservare la “risorsa urbana”, così come si conservano le foreste e i fiumi, naturalizza il fenomeno, ma rappresenta un passaggio fondamentale nelle politiche e nei progetti per la città. Riconosce l’esistenza di una progressione, dalla nascita all’invecchiamento, ma allo stesso tempo reagisce al declino sostenendo la possibilità e l’utilità di progetti, politiche e pratiche capaci di attivare nuovi cicli di vita.ObiettiviUno dei primi obiettivi della ricerca è costruire un quadro articolato di saperi intorno al tema del riciclaggio, un insieme di conoscenze e culture capaci di sviluppare e proporre sinergicamente modi norme e regole d’intervento sul costruito. Le discipline più presenti all’interno del progetto, attorno alle quali si è costruito il gruppo di lavoro, sono la progettazione architettonica e urbana (ICAR/14) e l’urbanistica (ICAR/21), due settori che tradizionalmente si occupano della costruzione della città e che ne definiscono i dispositivi di trasformazione ma che solo negli ultimi anni hanno ritrovato intorno al concetto di paesaggio un campo di lavoro comune, con l’apporto anche dell’architettura del paesaggio (ICAR/15). Si intende dunque anzitutto raccogliere le ricerche e le esperienze sviluppate in questi anni intorno alla questione del paesaggio, capaci di superare la mera distinzione di scala del progetto, di accogliere la complessità del reale e di rispondere alle emergenze che quotidianamente definiscono il rapporto tra sistema urbanizzato e ambientale, per impostare e precisare una strategia del fare città e architettura che si fondi sulla pratica del riciclaggio. Le tre discipline, che lavoreranno di concerto con gli altri saperi legati al processo di trasformazione del territorio (dalla tecnologia alla storia, dalla pianificazione all’agronomia etc.), sono chiamate a rivedere in primo luogo i propri strumenti analitici, per rileggere la realtà del territorio italiano con lo sguardo rivolto alle possibilità che ancora offre il patrimonio esistente: un viaggio in una nazione profondamente mutata negli ultimi vent’anni che deve trovare direzioni di sviluppo altre da quelle fino ad ora impostate sul continuo consumo di suolo. In secondo luogo si indirizzeranno all’individuazione di politiche, dispositivi operativi, pratiche e tattiche integrate tra loro capaci di disegnare scenari di mutamento compatibili con le nuove esigenze e sensibilità della contemporaneità e azioni di intervento sui materiali ereditati da un passato recente.Stato dell’arte

Due sono le questioni chiave che concorrono alla definizione dello stato dell’arte relativo al tema del riciclaggio dell’esistente: l’abbandono progressivo del costruito nelle città della post-produzione e la nuova dimensione ecologica urbana. Le due tematiche, fortemente connesse alla contingenza economica che caratterizza il nuovo millennio, sono esplorate in un apparato bibliografico che dagli Stati Uniti d’America arriva, con l’acuirsi della crisi europea, anche nel nostro continente. Mentre le applicazioni concrete, le realizzazioni di riciclaggi di strutture esistenti, si moltiplicano in alcuni contesti (innescate da normative favorevoli, come nella Convertible City tedesca, o accompagnate da una particolare attenzione sociale come nel caso della High Line di New York), risultano invece assenti sia un apparato scientifico-teorico articolato e coerente che una diffusione del tema nel mondo della costruzione. In termini bibliografici, la strategia del riciclaggio caratterizza soprattutto ricerche d’arte e di tecnologia: manca una sua sistematizzazione e soprattutto una chiarificazione di come possa opportunamente condizionare il modo di immaginare e costruire la città, traducendosi in legge, in un vantaggio economico, ecologico, sociale.


Altri partecipanti alla ricerca: Lucia Nucci, R. Bocchi (coordinatore nazionale IUAV), P. Ciorra (coordinatore unità di Camerino cui partecipa Nucci), Politecnico Milano, Politecnico Torino, Università degli studi di Trento, Genova, Roma, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Chieti Pescara