Francesco Careri
Progetto Mattatoio: Ricerche e azioni verso la creazione del Centro Documentazione Sistema Mattatoio Testaccio (AUT - Archivio Urbano Testaccio) e del laboratorio strumentale (MOtO – Mattatoio One To One)
2013/2014 - Durata: 2 anni

Descrizione della ricerca

Proponiamo una ricerca interdisciplinare di innovazione didattica ed azione territoriale, volta al rilancio culturale dell’Ex Mattatoio di Testaccio. Obiettivo: costruire un Centro Documentazione Sistema Mattatoio Testaccio (AUT, Archivio Urbano Testaccio) e un laboratorio strumentale (MOtO, Mattatoio OneToOne), rilanciare le ricerche sull’area attivando processi di rigenerazione urbana, per la nascita di un inedito luogo di produzione e divulgazione culturale in relazione con il territorio circostante, la città ed i fenomeni emergenti delle trasformazioni urbane. Dalla sua dismissione nel 1975 l’ex Mattatoio ha vissuto progetti e abbandoni: vi hanno preso posto importanti istituzioni, ma resta un recinto con barriere interne, senza visione comune né piazze ove discuterne. La  ricerca adotta il Mattatoio come focus, con almeno tre livelli di riverbero:

-  Il Dipartimento di Architettura, chiamato a contribuire in modo attivo e fattuale alle trasformazioni del luogo che sempre più abiterà nel futuro; in questo senso la ricerca intende coinvolgere attivamente il corpo docente, i docenti precari e gli studenti a rilanciare la loro partecipazione alle trasformazioni in atto.

-   La città di Roma, cui si offre una riflessione operante su una sua parte eccezionale per posizione, dimensione, caratteri, vocazioni, complessità, ricchezza: porto romano, luogo di feste e carnevali medievali, zona industriale, quartiere popolare e operaio, infine crocevia di diverse culture cittadine

-  La comunità scientifica più vasta di chi si occupa dello spazio urbano, cui si presenta un caso paradigmatico della condizione ricorrente di enclave (caserme, depositi, impianti industriali, carceri, ecc.) che si aprono alle città, facendone parte.

            Due i filoni e metodologie principali:

- 1_Ricerca a tavolino: studio, ricerca e archiviazione di documenti e progetti nell’area dell’Ex Mattatoio a Testaccio, dalle tracce storiche visibili e non, fino ai progetti in attuazione. I dati acquisiti saranno elaborati e gestiti da un apposito Centro Documentazione Sistema Mattatoio Testaccio (AUT – Archivio Urbano Testaccio) supportato dalle tecnologie informatiche più opportune per valorizzare il bene culturale in oggetto. Parallelamente, la ricerca teorica sarà  accompagnata da subito da eventi operativi: la creazione di una sezione della biblioteca contenente libri, documenti scritti e iconografici, disegni originari e copie già in possesso del Dipartimento e da acquisire; la creazione di uno spazio aperto al pubblico con plastico a grande scala, che ospiterà i modelli di informazioni digitali e i materiali audiovisivi dei work in progress. Parallelamente si inizierà a creare un sistema informativo digitale con parole chiave quali: luogo, rete, memoria, identità, fruizione e comunicazione. Il sistema informativo conterrà sia ricostruzioni digitali della memoria presenti, che campagne di rilievo effettuate e mappature sullo stato di fatto dell’area. Più a lungo termine, redazione di un inventario digitale per l’efficace gestione delle informazioni, rendendo disponibile i dati per divulgazione e condivisione con altri. Il Centro infatti comprenderà la predisposizione di reti digitali (e-infrastructures) su Mattatoio, Testaccio e l’archeologia industriale e programmerà pubblicazioni e partecipazioni internazionali (come Digital Heritage di Marsiglia, ICOMS 2014, Heritage and Landscape as Drivers of Human Rights a Firenze).

- 2_Ricerca/azione su campo: Proponiamo metodologicamente di sondare l’oggetto di studio nella sua attuale conformazione e provocare un dibattito pubblico attraverso interventi ed azioni che investono materialmente luoghi interni ed esterni al Mattatoio. Avvieremo qui la realizzazione di prototipi e percorsi per exhibit e mostre scientifiche all’aperto, ed uno studio dei flussi di beni attraverso la “città geometrica” con la tecnica statistica dei grafi duali.

Per sperimentare tali metodologie si attiverà MattatoioOneToOne (MOtO), laboratorio strumentale di supporto alla didattica, alla ricerca ed all’azione territoriale. Scegliamo lo strumento della didattica alla scala 1:1: la costruzione, con studenti dei corsi di primo e secondo livello e nelle lauree, di piccole architetture e prototipi da installare in situ. I prodotti avranno come primo esito la comprensione delle modificazioni d’uso degli spazi, e possono arrivare ad una vera e propria produzione di architetture e spazi pubblici permanenti. Come maquette al vero, la scala 1:1 permette di testare lo spazio e gli attori, verificare su campo e ampliare alcune ipotesi progettuali:

- Spaziali, trattandosi di Architetture di cui né la smallness né la tecnologia costruttiva riducono la dignità di luoghi configurati, suggerendo piuttosto nuove spazialità, funzioni ed estetiche;

-  Comportamentali, perché testano le modalità di attivazione dello spazio, con dispositivi spaziali che chiedono di essere adottati in maniera il più possibile indeterminata e aperta all’invenzione;

- Procedurali, perché operano al limite della norma, forzano e interrogano i protocolli decisionali e attuativi, realizzandosi in tempi istantanei rispetto alle cronologie consuete del progetto urbano.

AUT_ Archivio Urbano Testaccio sarà la piattaforma sperimentale di un sistema informativo volto a gestire una banca dati in linea con le attuali strategie proposte da altri enti di ricerca e organi internazionali, il cui obiettivo è la catalogazione e l’acquisizione digitale del patrimonio culturale al fine della sua conservazione, gestione e valutazione. Ci confronteremo con le indicazioni impartite dalla normativa vigente e dalle indicazioni internazionali quali la Carta di Londra e la Carta di Siviglia sulla visualizzazione digitale nell’ambito dei beni culturali (http://www.londoncharter.org).

MOtO_ Sono sempre più numerose nel mondo scuole di architettura e di arti visuali che prevedono la realizzazione di interventi “in situ”: prototipi, modelli in scala reale, vere proprie architetture, installazioni, azioni sul campo. Hanno così incentrato l’intera attività didattica: il programma Rural Studio della Auburn University (http://www.ruralstudio.org/) in Alabama progetta e costruisce con gli studenti piccole architetture residenziali per cittadini bisognosi; a Talca in Cile (http://www.talca.org/) l’intero corpus delle lauree mira alla progettazione e costruzione di un’architettura in  luogo scelto dagli studenti, tenuti ad affrontare anche le relazioni con le amministrazioni, i vicini, i fornitori di materiali: la professione in corpo a corpo con la città.

Nel nostro Dipartimento si sono sviluppate esperienze significative come i workshop “Tracce” (corsi di paesaggio), realizzazione della casa Savorengo Ker presentata alla Biennale di Venezia, realizzazione della casa Med in Italy risultata terza al Solar Decathlon Europe (SDE), la ricerca “Living Urban Scape” FIRB-MIUR e la creazione del Master Arti Architettura Città con tesi finale di architetture realizzate in situ, sul modello dell’Università di Talca.

Nel campo della matematica spazializzata ci inseriamo nel filone di ricerca inaugurato (anni ’80) da Enrico Giusti con il museo della matematica, il primo al mondo, ed a lungo anche l’unico. Sono stati avviati rapporti con i curatori del MoMath, museo aperto recentemente a New York da George Hart. Esiste una grossa domanda di elaborazione di exhibit matematici da affiancare ai musei della scienza ed agli Science centers. Se infatti mettere in mostra un’attività astratta è impossibile, è invece possibile progettare percorsi di astrazione in percorsi fisicamente percorribili.


Altri partecipanti alla ricerca: Francesco Cellini, Francesco Riccardo Ghio, Laura Farroni, Lorenzo Dall'Olio, Lucia Nucci, Marco Canciani, Maria Margarita Segarra Lagunes,