Alberto Raimondi
Riqualificazione energetica edifici non residenziali anni ’50-’70 – Uffici Ghella, un caso di studio romano
2013/2013 - Durata: 1 anni

Descrizione della ricerca

L’ambito generale della ricerca è l’analisi di strategie per il risparmio energetico negli edifici non residenziali, costruiti tra gli anni ’50 e gli ’70, edifici particolarmente energivori perché:
– caratterizzati da profili di utenza estremamente discontinui
– dotati di sistemi impiantistici spesso inefficienti e obsoleti
– caratterizzati da una serie di vincoli esterni che influenzano fortemente la strategia dell’intervento, e che non sempre rendono applicabili le soluzioni pensate per gli edifici residenziali. Es: vincoli legislativi, dei regolamenti edilizi, incentivi economici, vincoli legali legati alla proprietà, beni vincolati dalla legge.
In un panorama di formazione professionale competitivo come quello attuale si ritiene necessario che gli architetti siano in grado di avere le conoscenze di base in campo energetico per non essere estromessi dal processo di riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente, che con ogni probabilità caratterizzerà i prossimi anni. e che per quantità e qualità ha i margini di miglioramento maggiori.
La ricerca si focalizza sull’analisi e le soluzioni possibili dell’intervento sull’esistente, con il
primario obiettivo di individuare le strategie più efficaci per l’adeguamento degli edifici esistenti ai stringenti requisiti attuali e futuri per la riduzione delle emissioni dei gas serra e la riduzione dei consumi di combustibili fossili.

Nella prima parte della ricerca si affronteranno i temi generali, facendo riferimento alla letteratura e alle pratiche attuali, ponendo l’accento sui seguenti temi:
– I risultati più importanti per la riduzione del consumo di energia e di emissione di CO2 passano attraverso l’adeguamento del patrimonio immobiliare esistente che per quantità e qualità ha i margini di miglioramento maggiori.
– La riqualificazione vs demolizione/ricostruzione, quale è il confine costi/benefici?
– Trasformare senza sfigurare, strategie di ridefinizione complessiva dell’immagine dell’edificio e strategie di mantenimento dell’immagine complessiva dell’edificio.
Nella seconda parte si considererà il caso specifico delle strategie di riqualificazione energetica di un edificio esistente.
Il caso di studio prescelto è un edificio in cemento armato degli anni ’70 a Roma, attualmente la sede di una società di costruzioni. L’edificio è inserito nella Carta della Qualità di Roma e per qualità della preesistenza e dell’intervento è un buon esempio di riqualificazione energetica portato a termine.
Il richiedente è stato in grado di monitorare per i 5 anni passati le fasi di rilievo, progetto, costruzione e uso dell’edificio, acquisendo molti dati in merito. Nello specifico saranno illustrate le strategie di intervento e i dettagli delle soluzioni costruttive adottate:
Le strategie
Lo spazio di lavoro: trasparenza: mix tra privacy e openspace
Efficienza energetica: le prestazioni dell’involucro, catturare energia, la gestione dell’energia
Aggiornamento impiantistico: gli impianti invisibili, gli spazi degli impianti
I dettagli
Lanterne: illuminazione naturale con i tubi solari, vetro diffusore curvo
Collettori solare termico: posizionamento orizzontale, sistema integrato con tende servo comandate
Facciate vetrate: le cellule – le sporgenze vetrate, le ante apribili, balaustre in vetro colorato
Sistemi di ombreggiamento: veneziane nella vetrocamera, alberature spoglianti, fattore solare dei vetri
Facciate opache: l’isolamento dall’interno, ponti termici
Superfici orizzontali: il pavimento radiante, le coperture, le terrazze
Illuminazione: illuminazione di base, illuminazione di lavoro
Trasparenze interne: pareti vetrate, la bolla


Altri partecipanti alla ricerca: