Annalisa Metta
sTREEt. Paesaggi contemporanei delle vie consolari di Roma
2015/2016 - Durata: 1 anni

Descrizione della ricerca

Tema_Questa ricerca intende dare corpo a uno di contributi del Dipartimento di Architettura alla¬†terza Biennale dello Spazio Pubblico programmata a Roma nel maggio 2015. I soggetti proponenti¬†sono stati invitati dall‚ÄôINU Lazio a proporre un‚Äôoriginale ipotesi di interpretazione del tema¬†generale ‚ÄúLa strada come spazio pubblico‚ÄĚ. La strada √® elemento essenziale e inderogabile della¬†condizione urbana: calamita lungo di s√© gli edifici; si organizza in intelaiature che disegnano le¬†trame urbane; connette e articola spazi urbani altri. √ą il principale sistema relazionale che alimenta¬†la vita urbana,di fatto uno spazio lineare dalla struttura semplice ma dal valore complesso.
Assumendo la citt√† di Roma come campo di azione, la ricerca intende indagare una categoria di¬†strade peculiare e distintiva della citt√†: le Vie Consolari, le direttrici radiali su cui si innerva da¬†sempre la citt√†. Svolgendone lo sviluppo nello spazio e nel tempo, √® possibile decifrare la variet√† dei¬†paesaggi urbani che vi si sono attestati – affiancandosi spesso con stridore – e l‚Äôinterferenza ancora¬†oggi riconoscibile tra la struttura geografica del territorio romano e le stratificazioni¬†dell‚Äôinsediamento, dalla citt√† storica sino ai pi√Ļ slabbrati distretti produttivi e terziari, passando per¬†le periferie residenziali dei comparti di fine Novecento, attraverso le trame lasche dei quartieri¬†spontanei e le pause delle sacche di paesaggio agreste o selvatico. Nel toponimo unico con cui¬†individuiamo le vie per l‚Äôintero corso della loro lunghezza, si nascondono pluralit√† complesse di¬†situazioni di paesaggio.

Obiettivi_Si intende contribuire alla elaborazione di un metodo di esplorazione inventiva delle vie consolari, prendendone a campione una delle dieci, la via Tiburtina nel tratto compreso tra Porta San Lorenzo e il GRA, di lunghezza pari a circa 8 km, per ragioni di:
– propria configurazione:ad esempio, su di essa si attestano i pi√Ļ popolosi insediamenti residenziali¬†pubblici, attraversa un paesaggio unico dal punto di vista naturalistico nell‚Äôarea urbana romana,¬†accoglie uno dei maggiori distretti produttivi della citt√†.
Рopportunità del gruppo proponente, nel dare forza a relazioni già in essere con istituzioni e altri soggetti attivi sul territorio(cfr. Parternariati esterni), e nel mettere a frutto conoscenze dei luoghi maturate in precedenti occasioni di studio e ricerca (cfr. Conoscenze già acquisite).
Obiettivi ultimi sono fornire un quadro di conoscenze finalizzato a verificarne le possibilità di trasformazione e rinnovo attraverso progetti di spazio aperto.

Metodo_Questa ricerca trova nell’interazione con la didattica un elemento inderogabile. Lo studio d’analisi inventiva sarà condotto sul campo dagli studenti del corso di Progetto degli Spazi Aperti della laurea magistrale in Progettazione Urbana e dai docenti coinvolti con una serie di attraversamenti a piedi, rilievi fotografici, geometrici e materiali, disegni, cartografie e mappature originali, campionature e inventari di elementi fisici e immateriali significativi. In particolare, l’indagine si muoverà su tre binari variamente intrecciati:
a) comportamenti e geografie immateriali;
b) materiali e dispositivi ‚Äď abachi, tassonomie, inventari;
c) spessori ‚Äď morfologie e rapporti di misure.
Dal punto di vista delle ricadute progettuali, la ricerca intende soffermarsi in particolare sul ruolo della vegetazione come materiale strutturante dal punto di vista delle configurazioni spaziali, dei codici estetici contemporanei, dell’abitabilità e della socialità, non ultimo delle trame ambientali, così collocandosi entro una lunga tradizione della città europea, da Haussmann a Stubben a De Vico Fallani, ma con una tensione sperimentale e innovativa che ricorra anche a pratiche progettuali in scala 1:1, dunque di fattuale intervento territoriale nel corpo della città.

Collocazione nel contesto scientifico nazionale e internazionale
La ricerca si colloca sull‚Äôorizzonte ampio del progetto dello spazio pubblico urbano. √ą un tema con¬†evidenza al centro delle ricerche di quanti si occupano di citt√† e paesaggio in ambito nazionale e¬†internazionale. Lo stesso successo della Biennale dello Spazio Pubblico di Roma, giunta alla terza¬†edizione dopo le due precedenti di grande vivacit√† e interesse, ospitata dal nostro Dipartimento,¬†testimonia la centralit√† del tema. Essa peraltro √® partner italiano del Premi Europeu de l’Espai¬†P√ļblic Urb√† organizzato con cadenza anch‚Äôesso biennale dal CCCB – Centre de Cultura¬†Contempor√†nia de Barcelona, attivo dal 1999 in collaborazione con The Architecture Foundation¬†(Londra), l‚ÄôArchitekturzentrum Wien (Vienna), la Cit√© de l‚ÄôArchitecture et du Patrimoine (Par√≠gi), ¬†il Museum of Finnish Architecture (H√®lsinki), il Deutsches Architekturmuseum (Francoforte) e il¬†Museum of Architecture and Design (Lubiana).
In particolare, la valorizzazione dello spazio pubblico con una sempre pi√Ļ spiccata caratterizzazione¬†naturale √® tema oggetto di molte esperienze di ricerca contemporanee, a partire dall‚Äôimportante¬†mostra ‚ÄúLa Ville Fertile‚ÄĚ organizzata dalla Cit√© de l‚Äôarchitecture & du patrimonie di Parigi nel¬†2011, che, attraverso una serie di progetti e realizzazioni recenti, ha presentato la citt√† come un¬†grande sistema vivente, nei suoi aspetti fisiologici, figurativi e performativi, in cui la civilt√†¬†contemporanea si riconosce e identifica a partire da una relazione collaborativa con gli elementi¬†naturali, considerati fattori indispensabili di piacevolezza, significato e vivibilit√† degli spazi.
All’interno di questo filone di ricerca, numerosi progetti e realizzazioni dimostrano la ricchezza di opportunità di progetto offerte dall’ambito delle strade urbane. Si pensi, ad esempio, al Passeig de Saint Joan (2011) e alla strada-parco lineare della Sagrera (2011), entrambi a Barcellona; il Cours de l’Ile Seguin (2011) a Parigi sino alle tante esperienze di progettazione e autocostruzione dei Jardin de Rue o del Parking Day, nati i primi a Montreal, i secondi a San Francisco, qualche anno fa e ora diffusi in molte città del mondo.
Riguardo il tema specifico delle consolari, si segnala che la necessit√† della loro iqualificazione √®¬†ben avvertita nella citt√†, come peraltro dimostra l‚Äôiniziativa ‚ÄúRoma fatti bella‚ÄĚ, un bando di¬†concorso di iniziativa della Camera di Commercio di Roma rivolto nel 2012 ai privati, purtroppo¬†per la sola riqualificazione edilizia dei fronti stradali, senza nulla dire sulla vera urgenza di¬†progetto, che √® appunto lo spazio pubblico.


Altri partecipanti alla ricerca: Francesco Careri, Maria Livia Olivetti, Benedetta Di Donato