Cristiana Bedoni
Strumenti, metodi e tendenze del disegno architettonico all'alba del XXI sec.
2005/ - Durata: 2 anni

Descrizione della ricerca

Ricerca d’Area (ICAR 17): C. Bedoni, responsabile; D. Maestri; G. Grutter; M. Canciani; M.G. Cianci; G. Spadafora; L. Farroni.
<i>I nostri meccanismi intellettuali sono guidati dai linguaggi usati/conosciuti; perciò sono questi linguaggi che dobbiamo imparare: come fruitori del costruito ad interpretare; come progettisti a parlare e gestire; come docenti a trasmettere ed insegnare</i>.
L’architettura si esprime attraverso i suoi modi di apparire: i segni, i colori, i volumi che la compongono. Essi dialogano con il proprio intorno e con l’uomo che tali spazi crea, usa e trasforma a testimonianza del proprio esserci sulla Terra. Come non essere fraintesi nel nuovo, modificando la lingua, o la forma, parlata? Ma le attuali tecnologie per l’elaborazione dell’immagine, sempre più autoreferenziali, troppo spesso interve’immagine stesse, imponendo standard e modelli a volte indipendenti da quanto lì si rappresenta.
La globalizzazione di informazione e modelli di riferimento, l’egemonia della civiltà dell’apparire sull’essere e significare, stanno concorrendo alla modificazione di senso, strumentario e esito dell’operare oggi in qualsiasi parte del nostro pianeta. Ciò rafforza l’avvento, ormai quasi autonomo, di modelli rappresentativi di questa nuova realtà, ed attraverso questi passano anche le forme e i modelli stessi degli oggetti proposti, prodotti e imposti.
Ma per poter essere certi che il messaggio, anche di architettura, giunga a destinazione occorre che la lingua usata sia almeno in parte condivisa con chi l’ascolta/la osserva. Ma, qual è oggi il linguaggio dell’architettura? Quali le parole, la grammatica, la sintassi del contemporaneo? Ogni progetto richiede, nella propria unicità di luogo e d’occasione, individuali formalizzazioni dei propri materiali; ma, per poter comunicare, deve sempre lavorare all’interno della lingua architettonica; ma la lingua, oggi, è dei luoghi o della cultura egemone?


Altri partecipanti alla ricerca: Ghisi Grutter, Giovanna Spadafora, Marco Canciani, Maria Grazia Cianci, Maestri Diego