Il Complesso di Santa Maria della Pietà, ex-manicomio di Roma, viene costruito tra il 1908 e il 1934, anno in cui l’impianto assume il suo assetto definitivo. Dalla dimissione dell’ultimo paziente nel 1999, alcuni padiglioni sono stati sottoposti a interventi di recupero, ma nessuno di questi ha mai contemplato uno studio approfondito sull’assetto degli spazi aperti e, in particolare, sulla componente vegetale del complesso: su quest’ultimo aspetto si sofferma questa tesi.

L’indagine  è impostata su  un’analisi dello stato attuale del sito tramite l’osservazione diretta delle specie arboree e arbustive che caratterizzano l’area. La mappatura ricavata è stata poi confrontata con la documentazione storico-archivistica, per comprendere quali fossero le differenze con le originarie disposizioni vegetazionali. Analoghi studi sono stati rivolti ai sistemi dei percorsi, dei giardini delle sorveglianze, degli elementi di arredo.

Il progetto iniziale del parco si basa su elementi spaziali ben definiti, quali, ad esempio, i filari di lecci lungo i percorsi e i boschetti di conifere; oggi la vegetazione è frammentaria, molte piante sono in cattivo stato di salute e alcune specie invasive si sono diffuse. Lo studio di questo parco e la comprensione del carattere del luogo hanno come finalità progettuale la necessità di ritrovare una leggibilità del disegno originario e di restituire ai fruitori un ambiente unitario, ora non più percepibile.

  • 2015.05 | Progetto di recupero del parco dell'ex-manicomio S. Maria della Pietà di Roma
  • studente/iFederica Forcesi
  • Relatore/i
  • Annalisa Metta
  • Correlatore/i
  • Sofia Varoli Piazza, Marco Scagliarini
  • Corso di laurea
  • LM Progettazione Architettonica
  • Disciplina
  • Progettazione del Paesaggio
  • Data
  • 26/05/2015
  • Anno accademico
  • 2013/2014
  • Voto
  • 110/110 lode