La collaborazione fra artista visivo e architetto implica divergenze e convergenze, separazione iniziale e fusione finale tra discipline. Caratteristiche non solo della singola collaborazione, ma più in generale della storia dei rapporti fra artista e architetto, in una tortuosa alternanza di richiami a distinzione e appelli alla sintesi.

La tesi indaga in particolare gli ultimi sviluppi delle collaborazioni fra artisti e architetti nel realizzare architetture.

A partire dagli anni Sessanta del Novecento si osserva una tendenza al superamento dei tradizionali confini disciplinari, frutto di un graduale movimento dell’arte verso l’architettura e dell’architettura verso l’arte. Nel complesso panorama attuale, artisti e architetti condividono strategie, strumenti, ambiti di azione: base questa per più intense interazioni.

Per orientarsi nell’esteso campo delle collaborazioni si sono individuate tre categorie – collaborazioni disciplinari, multidisciplinari, interdisciplinari – in ordine crescente di interazione fra artista e architetto. Solo nelle collaborazioni interdisciplinari si realizza una completa simbiosi tra le due figure, che collaborano in qualità di co-autori, rendendo difficile attribuire a ciascuno un ruolo specifico.

Tre casi studio – Serpentine Pavilion 2007 (K. Thorsen e O. Eliasson), Nagelhaus (Caruso St John e T. Demand), Serpentine Pavilion 2012 (Herzog & de Meuron e Ai Weiwei) – dimostrano come il risultato non è la semplice giustapposizione di competenze complementari. E’ invece conseguenza dei percorsi di ricerca dei singoli autori, che spesso hanno affrontato, da punti di vista diversi, tematiche analoghe.

  • 2015.10 | Art & Architecture. Collaborazioni
  • studente/iAtzeni Marta
  • Relatore/i
  • Mario Panizza
  • Correlatore/i
  • Paolo D’Angelo
  • Corso di laurea
  • CdL Magistrale in Architettura - Progettazione Architettonica
  • Disciplina
  • Progettazione Architettonica
  • Data
  • 09/10/2015
  • Anno accademico
  • 2014-2015
  • Voto
  • 110 e lode/110 e lode