Ripercorrere il Tevere significa in qualche modo ripercorrere il racconto di Roma, nello spazio e nel tempo.
Per questo motivo il rapporto tra questi è stato già accuratamente indagato, ponendo l’accento sull’irrimediabile mutazione costituita dalla costruzione dei muraglioni sabaudi nel tratto della città storica.
Alla critica per il distacco tra fiume e città si coniuga il degrado in cui versano le sponde, dovuto alla mancanza non solo di manutenzione, ma di un ragionamento urbano complessivo che le riguardi.
A valle di queste premesse prende forma questa ricerca di tesi, che mira al ripensamento degli ambiti di margine fra Roma e Tevere, domandandosi se questi due mondi possono essere ancora ricuciti.
Considerando i muraglioni non come ostacolo, ma come base progettuale per la definizione di una moderna fruizione del fiume, l’area delle banchine si rivela un’immensa riserva di spazio pubblico, un’enclave dal privilegiato contesto e lontana dal caos della città sovrastante.
È pensabile un riavvicinamento della città al Tevere senza prospettare trasformazioni radicali ad oggi prive di fattibilità?
Questa tesi non propone infatti drastiche modificazioni urbane, ma un tentativo di “risveglio” del lungofiume, attraverso interventi puntuali organizzati su tre livelli: l’inserimento di alcuni luoghi di sosta ed affaccio sul lungotevere; il potenziamento degli accessi alle banchine nel periodo di magra; la messa in rete e l’integrazione delle funzioni ludiche e culturali sulle banchine.

  • 2015.10 | Il Tevere Eventuale - Strategia di interventi sul limite tra fiume e città nel tratto centrale di Roma
  • studente/iErica Agnelli, Marco Neri
  • Relatore/i
  • Francesco Cellini
  • Correlatore/i
  • Stefano Converso
  • Corso di laurea
  • Corso di LM in Architettura - Progettazione
  • Disciplina
  • Progettazione Architettonica
  • Data
  • 09/10/2015
  • Anno accademico
  • 2014/2015
  • Voto
  • 110/110 e lode