Il progetto del nuovo accesso all’area archeologica del Palatino si sviluppa in accordo con il masterplan di Roma centro storico, nell’ottica di ri-creare un diretto collegamento tra il fiume Tevere (apertura del ponte rotto, per collegamento fluviale) e la sommità del colle, passando per l’area pedonale del foro Boario, secondo un forte asse visivo, segnato da retaggi storici. Il progetto nasce a partire da un’indagine percettiva dell’area in cui si agisce e trova la sua collocazione dopo un ricalco degli antichi tracciati sulla Roma contemporanea, dal tessuto urbano denso e consolidato. Con più esattezza, via di San Teodoro è la scena entro la quale si rappresentano entrambe le storie, quella urbana e quella archeologica, in qualità di asse viario che taglia il la direttrice tra l’originario porto fluviale di Roma e i primi insediamenti di età preurbana (X- VII sec. a.C) sulla vetta del colle, raggiungibili, su questo fronte, mediante le scalae caci. Data la forte presenza del colle, protagonista indiscusso della scena, il progetto nasce nelle sue viscere, sviluppandosi con estrema discrezione, come una piazza ipogea, facente parte di un percorso archeologico che nasce in piazza della Bocca della verità , passa attraversato l’Arco di Giano, varca l’area archeologica, si estroflette nella piazza ipogea di progetto e culmina sulla sommità del colle, all’altezza delle capanne di età romulea, mediante una serie di rampe che seguono la pendenza naturale del colle. Attorno alla piazza, si offrono i vari servizi necessari ad un ingresso di primo livello: galleria espositiva, laboratori didattici, caffetteria e ristorante; l’unico elemento il cui volume esce dal terreno, sviluppandosi in altezza, con dovuto rispetto dell’intorno, rompendo questa logica, è l’ingresso vero e proprio, con biglietteria e uffici direzionali, il quale si diversifica formalmente e compositivamente, poiché punto di visibilità/riconoscibilità del complesso. Il progetto, dunque, si vuole presentare come una soglia, rivolta ad una storia millenaria che conserva frammenti concreti e orientamenti cardinali, tracce e prospettive che regolano tanto le geometrie contemporanee degli isolati adiacenti, quanto le incisioni profonde dei caratteri e delle espressioni più proprie del popolo romano.

  • 2015.10 | Nuovo accesso all'area archeologica del Palatino
  • studente/iMichela Infantino
  • Relatore/i
  • Paolo Desideri
  • Correlatore/i
  • Michele Beccu, Mauro Merlo, Claudia Pagani
  • Corso di laurea
  • Corso di LM in Architettura - Progettazione
  • Disciplina
  • Progettazione Architettonica
  • Data
  • 08/10/2015
  • Anno accademico
  • 2014/2015
  • Voto
  • 110 e lode/110 e lode