L’idea del progetto nasce dalla necessità, da troppo tempo inespressa, di Roma di avere un proprio museo del fiume. Il Tevere, dalla costruzione dei muraglioni, è stato relegato a semplice sfondo naturale perdendo quella meravigliosa simbiosi con Roma. Lo scopo del progetto quindi è recuperare almeno un po’ il rapporto perduto integrando sistema naturale e urbano.

L’area di progetto si trova nel quartiere Flaminio, che da un decennio si sta confermando il nuovo polo culturale della città. Il lotto scelto per la costruzione del TEM si trova un centinaio di metri a monte di ponte Flaminio, lungo l’argine sinistro del fiume.

A livello urbano la connessione è pensata attraverso il riutilizzo dei piloni dell’ex-ponte Bailey come struttura portante di un nuovo ponte pedonale/ciclabile che vada ad integrare, nella rete infrastrutturale, il nuovo museo. Questa rete è parte integrante del masterplan per il Parco Fluviale di Roma Nord redatto dagli architetti M. del Vecchio, G. Marucci e S. Petrini.

La configurazione formale del TEM ricorda il classico profilo di un edificio industriale, memore della tradizione produttiva che, nei vari secoli, si è affermata lungo le sponde del fiume.

Il museo è articolato su tre livelli tematici: storico, naturalistico e contemporaneo. L’accesso avviene tramite una promenade, che taglia l’edificio in due corpi (gestionale ed espositivo) e offre la continuità di percorrenza sui piloni dell’ex-ponte Bailey, con collegamenti ciclabili e affacci panoramici.

  • 2016.09 | TEM, Il Tevere nel Museo
  • studente/iMarchesi Carlo Mario
  • Relatore/i
  • Passeri Alfredo
  • Correlatore/i
  • Corso di laurea
  • LM - Progettazione Architettonica
  • Disciplina
  • Fattibilità di progetto
  • Data
  • 29/09/2016
  • Anno accademico
  • 2015-2016
  • Voto
  • 110/110 e lode