Il paesaggio della Valnerina, solcato dal fiume Nera, appare come una complessa integrazione di elementi naturali e antropici che, stratificatisi nel tempo, sono il segno nel territorio di una storia comune.

Pioppi e salici rendono leggibile il percorso del fiume, borghi e torri incastellate dominano il paesaggio, canalizzazioni e centrali idroelettriche richiamano il carattere produttivo dell’area.

L’ipotesi progettuale di un percorso continuo che ricalchi il corso del fiume dalla sorgente alla foce permetterebbe di valorizzare un ambiente fluviale unico nel suo genere.

La continuità di questo paesaggio si interrompe all’ingresso del fiume nella città di Terni dove, chiuso tra alti argini, avanza silenzioso, affiancato da spazi abbandonati e frammentati. La vita si svolge sopra, il fiume scorre sotto, senza possibilità di dialogo.

L’intervento intende riportare il Nera e il suo caratteristico paesaggio al centro delle dinamiche urbane, ricucendo la cesura interna e con il resto della valle, delineando un unico parco fluviale urbano, in cui integrazione, continuità, affaccio, rappresentano i temi chiave.

Grazie ai transetti di attraversamento il fiume si fa mezzo fisico di connessione tra le parti. Elementi iconici, ispirati ai caratteri della Valnerina, articolano le funzioni, definiscono soglie e visuali, guidano i percorsi. L’articolazione degli spazi verdi e delle specie arboree si estende penetrando in città.

Il Nera diventa elemento da osservare e da cui leggere il paesaggio dalla scala dell’intera valle a quella urbana, in un unico sistema fatto di reciproci richiami tra le parti.

  • 2016.12 | Ricucire un paesaggio: dalla valle al fiume, dal fiume alla città
  • studente/iAntonini Cencicchio Giada, Stravino Raffaele
  • Relatore/i
  • Von Normann Emanuele
  • Correlatore/i
  • Bassi Giulia, Pandolfi Giulia
  • Corso di laurea
  • LM Progettazione Urbana
  • Disciplina
  • progettazione urbana
  • Data
  • 22/12/2016
  • Anno accademico
  • 2015-2016
  • Voto
  • 110/110 e lode