La piana subaventina è un territorio ricco di storia, emergenze archeologiche e architettoniche.  Attraverso lo studio della cartografia storica, la ricerca bibliografica e archivistica, abbiamo ricostruito i diversi paesaggi che l’hanno caratterizzata, individuando le relazioni avute con la città, a partire dalla costruzione del porto e del quartiere orreario (II sec. a.C).

In epoca imperiale l’area, sfruttando il Tevere e la via Ostiensis, diviene il fulcro di un complesso sistema portuale e commerciale. Nel medioevo la zona assume il toponimo di Testaccio e con la dismissione del porto si trasforma lentamente in territorio agricolo, rimanendo comunque popolata e vitale grazie al passaggio dei pellegrini diretti alla basilica San Paolo fuori le mura. Il carattere agricolo si mantiene fino al 1883, quando l’area viene destinata a quartiere industriale della Capitale.

La ricerca di archivio svolta al Museo Des Plans Reliefs di Parigi ci ha permesso di trovare diversi rilievi dell’area che sono stati importanti per poter restituire, con un modello in legno in scala 1:1000, i caratteri morfologici di Testaccio, nel 1849. L’obiettivo di questo lavoro è stato, così, rivolto ad approfondire la conoscenza di una fase storica del quartiere in gran parte inedita.

Studiare e riconoscere le tracce del patrimonio urbano costituisce la necessaria premessa per programmare azioni consapevoli di conservazione e valorizzazione della ricca eredità culturale del quartiere.

  • 2016.12 | Testaccio: territorio e patrimonio urbano, dal porto di Roma ai prati del popolo romano
  • studente/iFabbri Silvia, Saracini Carla
  • Relatore/i
  • Francesca Romana Stabile
  • Correlatore/i
  • Corso di laurea
  • Laurea Magistrale Restauro
  • Disciplina
  • Laboratorio di restauro dei monumenti 3M
  • Data
  • 22/12/2016
  • Anno accademico
  • 2015-2016
  • Voto
  • 110/110 e lode