Le stazioni ferroviarie connotano porzioni rilevanti di paesaggio, senza riuscire a costruire luoghi, creando spesso le condizioni del degrado dei medesimi. Queste aree sono esclusivamente concepite come luoghi del movimento o dell’attraversamento. Manufatti rigorosamente monofunzionali che non integrano diversi usi.

Si vengono così a creare forti cesure nel territorio che innescano fenomeni di degrado all’interno della città. È possibile operare diversamente? Coniugare il progetto di una infrastruttura con la ricerca di qualità dello spazio urbano?

Queste sono state le domande che mi sono posto osservando la città di Roma.

L’area che ho analizzato è un grande vuoto urbano, generato dall’infrastruttura ferroviaria, che si trova nei pressi della stazione Trastevere.

L’intervento si è concentrato sia nella realizzazione di un centro civico collocato all’interno di questo grande vuoto urbano sia in una pianificazione estesa ai quartieri limitrofi: Monteverde e Gianicolense. Il Centro Civico si presenta come un complesso edificio-piazza in grado sia di coniugare al suo interno diverse funzioni (biblioteca, municipio, centro sportivo, residenze), ma anche di riorganizzare tutta l’area circostante. Lavorando nelle aree interstiziali, tra città e infrastruttura, ho individuato e tracciato nei quartiere Monteverde e Gianicolense, nuovi percorsi pedonali in grado di instaurare nuove connessioni e mettere a sistema parti di città vicine ma difficilmente raggiungibili.

  • 2017.12 | Connessioni urbane nei nuovi quartieri Monteverde e Gianivolense; Il Centro Civico di Piazzale Dunant
  • studente/iGiammusso Matteo
  • Relatore/i
  • Palmieri Valerio
  • Correlatore/i
  • Corso di laurea
  • Architettura - Progettazione architettonica
  • Disciplina
  • Progettazione architettonica
  • Data
  • 12/09/2018
  • Anno accademico
  • 2016-2017
  • Voto
  • 110/110 e lode