Nei pressi dell’antica Valle del Tevere, dove nasce la storia di Roma, sorgono i resti di Porta Capena, una delle porte della città di età regia, da cui dipartiva la via Latina in direzione sud-est. Per gran parte interrata, ne emerge un frammento, soffocato dalle vicende che nel tempo hanno trasformato radicalmente questa parte di città. La condizione di isolamento della rovina è emblema di una serie di criticità che ostacolano la comprensione di un’area di primaria importanza per le origini e lo sviluppo di Roma; ruolo gradualmente perso sotto la pressione delle esigenze contemporanee, tanto da presentarsi, oggi, come un caotico crocevia.

La riqualificazione della stazione metro Circo Massimo è l’occasione per recuperare Porta Capena e il Settizonio, quinta teatrale ai piedi del colle Palatino che anticipava a chi veniva da fuori la monumentalità dell’area centrale, elementi che alludono al ruolo di confine da sempre rivestito dalla zona, e che testimoniano il passaggio nella città dell’antica via Latina.

L’obiettivo di questa tesi è proporre una nuova chiave interpretativa dell’area attraverso un’operazione di sintesi progettuale volta a trovare un punto di incontro tra due epoche e a porre fine alla progressiva perdita di memoria storica legata ad un luogo così denso di significati, oggi a stento noto come “sito di Porta Capena”.

  • 2017.12 | La via Latina e Porta Capena tra archeologia ed etĂ  contemporanea. Il recupero di un percorso e la riqualificazione di una soglia
  • studente/iAmbrosio Francesca, Marta Faienza
  • Relatore/i
  • Franciosini Luigi
  • Correlatore/i
  • Pallottini Cecilia
  • Corso di laurea
  • Architettura - Progettazione Architettonica
  • Disciplina
  • Progettazione Architettonica
  • Data
  • 21/12/2017
  • Anno accademico
  • 2016-2017
  • Voto
  • 110/110 e lode