L’obiettivo della ricerca è stato quello di trovare una risposta architettonica al problema dell’integrazione. Poiché non possiamo parlare di immigrazione se non parliamo anche del paese ospitante ho scelto Pozzallo come sede per il mio progetto. Pozzallo è un piccolo comune di circa 20’000 abitanti, strategicamente posizionato nel sud della regione Sicilia per le connessioni con l’Africa settentrionale e Malta (con la quale ha importanti rapporti commerciali e turistici).

Questa città ha fatto parlare molto di sé per via dei numerosi sbarchi di immigrati clandestini che vi avvengono, tanto che lo scorso anno vi è stato istituito uno dei 3 hotspot presenti in Sicilia.

Le aspirazioni della città di espandere il suo porto per aumentarne i traffici turistici, così come la recettività del comune, si incrociano con la necessità di migliorare ed ingrandire il centro di accoglienza per migranti.

Al progetto approvato del PRG per la costruzione di una nuova diga foranea, si aggancia un discorso di accoglienza incrociata.

Il muro della diga diventa un contenitore di servizi di accoglienza, culturali e di intrattenimento, con l’obiettivo di creare una continuità tra la città, il lungo mare ed il porto ed evitare la relegazione del centro di accoglienza dalle attività quotidiane dei cittadini.

La composizione è diretta conseguenza delle necessità e degli spostamenti, mentre l’aspetto formale non vuole dimenticare le numerose influenze culturali della Sicilia, in particolare quelle arabe.

  • 2017.12 | Un muro per unire. L’infrastruttura come ponte sociale
  • studente/iSodomaco Ludovica
  • Relatore/i
  • Montuori Luca
  • Correlatore/i
  • Lamunière Inès, Darò Mattia
  • Corso di laurea
  • Architettura - Progettazione architettonica
  • Disciplina
  • Progettazione architettonica
  • Data
  • 21/12/2017
  • Anno accademico
  • 2016-2017
  • Voto
  • 110/110 e lode