Il lavoro si propone di indagare, all’interno dei processi di ricostruzione post-catastrofe, quali siano gli elementi cruciali nella definizione di un’identità del luogo ricostruito. La prospettiva nella quale si ci pone è quella di guardare alla ricostruzione come momento di concentrazione sul territorio colpito che continua in sé ad avere delle risorse per rigenerarsi. Il percorso seguito si compone di una ricerca teorica e di osservazioni pratiche sue due casi di studio lontani nel tempo e nello spazio: la ricostruzione a seguito del sisma in Irpinia nel 1980 e la ricostruzione in Cile, nella regione del Maule, a seguito del terremoto e tzunami del 2010.

Il ragionamento teorico  parte dalla definizione delle possibili relazioni tra concetto di luogo e il concetto di identità, assumendo come base per il lavoro successivo una visione del luogo inteso come spazio fisico di relazione tra individuo e comunità. La catastrofe viene, infatti, percepita come tale nel momento in cui colpisce uno spazio antropizzato ed assume una dimensione sociale. In questa logica, se si parla di ricostruzione, c’è bisogno di interrogarsi sulla ricostruzione degli aspetti materiali del luogo ma anche quelli immateriali, dati da tutte le componenti umane che fanno parte del luogo stesso.

Si cerca quindi di definire, sulla base di quanto osservato, quali interventi è possibile mettere in atto per rispondere alla catastrofe nella maniera più rispettosa possibile del luogo colpito, con le sue caratteristiche naturali e antropiche.

  • 2018.03 | Identità, luoghi e comunità nella ricostruzione post-catastrofe. Riflessioni a partire dai casi dell’Irpinia e del Maule
  • studente/iDe Cunto Giulia
  • Relatore/i
  • Cerasoli Mario
  • Correlatore/i
  • Scarella Chamí Antonia Sofía
  • Corso di laurea
  • Architettura – Progettazione urbana
  • Disciplina
  • urbanistica
  • Data
  • 03/07/2018
  • Anno accademico
  • 2016-2017
  • Voto
  • 110/110 e lode