L’area del Foro Boario è stata per millenni di cruciale importanza per la città di Roma, nodo di scambio economico grazie alla presenza del porto tiberino e del mercato del bestiame. Nel tempo la stratificazione edilizia ne ha però decimato la trama urbana.

Il programma vuole ripristinare il rapporto tra il fiume, i templi e la piazza e creare uno spazio in grado di valorizzare le molte emergenze storiche.

La prima soluzione è l’ideazione di un asse in grado di connettere questi landmarks, un segno morbido definito dall’orientamento della pavimentazione a terra.

Il centro della piazza è stato intagliato nel senso dei percorsi che ivi convergono, per ospitare un sistema di fontane, memoria sublimata del legame storico dell’area con l’acqua.

La dotazione di servizi è stata allocata sfruttando i basamenti degli edifici di via dei Cerchi e dell’ex-Pastificio, che ad oggi sono soltanto una impenetrabile barriera urbana.

L’asse prosegue tra i templi e piega verso nord attraversando un giardino raccolto, protetto dal traffico da un muro di cinta. Un ramo se ne diparte e, scavando sotto il piano stradale, apre una vista inedita dei due ponti e dell’isola tiberina, mentre il percorso principale continua verso un andito impreziosito dalle rovine del porto tiberino e dalla casa dei Crescenzi. Qui la pavimentazione ricorda l’antica via basolata del ponte, e una rampa in acciottolato discende verso il fiume passando sopra al collettore basso, a completare la passeggiata archeologica.

  • 2018.03 | Il Foro Boario - un percorso archeologico dalla riva est del Tevere alle pendici del Palatino
  • studente/iSciarretta Daniele
  • Relatore/i
  • Desideri Paolo
  • Correlatore/i
  • Corso di laurea
  • Architettura - Progettazione Architettonica
  • Disciplina
  • Progettazione architettonica
  • Data
  • 07/03/2018
  • Anno accademico
  • 2016-2017
  • Voto
  • 110/110 e lode