Compresa tra le pendici dei colli Campidoglio e Palatino e aperta verso il Tevere, si estende la valle del Velabro, luogo emblematico nella storia di Roma e scenario della sua fondazione. Crocevia di importanza strategica nello sviluppo della città antica, l’area si è strutturata senza soluzione di continuità attraverso un processo di stratificazione fino alla fine del XIX secolo, quando la costruzione dei nuovi argini fluviali, prima, e l’apertura della Via del Mare, dopo, hanno generato profonde trasformazioni nel tessuto urbano lasciando ferite non ancora rimarginate.

La densità di frammenti eterogenei, testimonianza di secoli di storia della città, e la perdita dei rapporti che li legano ai contesti che li hanno originati, impediscono oggi la comprensione dei segni archeologici, l’individuazione consapevole delle stratificazioni antropiche e la riconoscibilità delle relazioni spaziali.

La tesi propone un tentativo di recupero di un brano di città, attraverso un’operazione di reinterpretazione del paesaggio archeologico e urbano, volta a porre fine alla progressiva perdita di memoria storica del luogo. L’intervento si configura come un’architettura di suolo che cerca di risolvere la discontinuità topografica tra città antica, moderna e contemporanea.

  • 2018.07 | Riconnessioni topografiche nella valle del Velabro. Recupero di un percorso tra il Foro Romano e il Tevere
  • studente/iCuccurullo Giulio, Zappulla Antonino
  • Relatore/i
  • Franciosini Luigi
  • Correlatore/i
  • Corso di laurea
  • Architettura - progettazione architettonica
  • Disciplina
  • Progettazione architettonica
  • Data
  • 26/07/2018
  • Anno accademico
  • 2017-2018
  • Voto
  • 110/110 e lode