La città di Rieti costituisce un unicum inscindibile con le sue acque. Queste hanno da sempre svolto un ruolo centrale nel segnare l’identità del paesaggio, tanto naturale quanto urbano, attraverso una costruzione lenta e difficile e un rapporto spesso conflittuale.

Il lavoro di tesi ripercorre, le vicende della lunga storia di un territorio, dall’epoca romana, con la creazione della Cascata delle Marmore e la costruzione dell’imponente viadotto di Reate, alle numerose opere di bonifica tra medioevo e rinascimento che hanno coinvolto importanti architetti tra cui Antonio da Sangallo il Giovane e Giovanni Fontana. Sono state poi ricostruite le trasformazioni urbane della città, in rapporto ai suoi corsi d’acqua, fino alla programmazione delle imponenti opere del xx secolo, come la realizzazione dei bacini artificiali del Salto e del Turano.

Da qui la proposta progettuale per l’allestimento di un museo della città e delle acque che consenta di riscoprire in maniera sistematica le radici storiche e culturali della valle reatina. Il luogo individuato per ospitare il museo è lo spazio sotterraneo di importanti edifici, sorti a ridosso dell’antico viadotto romano, divenuto nei secoli il principale asse urbano della città. Il percorso si snoda attraverso ambienti suggestivi, caratterizzati da complesse stratificazioni temporali, tra cui spiccano senza dubbio quelli di palazzo Vecchiarelli, che vedono gli interventi seicenteschi di Carlo Maderno e Francesco Borromini.

  • 2018.07 | Rieti, città delle acque
  • studente/iNicolò Giacomo
  • Relatore/i
  • Stabile Francesca Romana
  • Correlatore/i
  • Pallottino Elisabetta
  • Corso di laurea
  • Architettura - Restauro
  • Disciplina
  • Restauro
  • Data
  • 26/07/2018
  • Anno accademico
  • 2017-2018
  • Voto
  • 110/110 e lode