Le Terme di Traiano, costruite sopra la Domus Aurea nell’atto simbolico di restituire alla cittadinanza quello spazio pubblico che Nerone aveva negato a Roma, occupano un’area grande quasi tre volte quella del Colosseo.

Grazie agli imponenti resti archeologici la zona è rimasta per secoli priva di costruzioni: un vuoto nel tessuto urbano, occupato da orti e vigne fino alla fine dell’Ottocento. Tale vuoto permetteva, ancora ai tempi di Piranesi, di percepire le frammentarie rovine come parte di un unico complesso.

Nel primo Novecento nell’area del Colle Oppio furono realizzati due progetti di parco, uno di De Vico, l’altro di Muñoz. Il primo agì nel rispetto delle rovine romane. Il secondo le concepì come elemento decorativo, tagliando di netto il parco e le terme stesse per collegare l’Esquilino al Colosseo e creando, con la strada, una frattura che si individua tra le origini della frammentazione che oggi caratterizza il degrado del parco.

L’intenzione è quella di restituire le terme al vuoto che a lungo le ha accolte, in modo che in esso possano riemergere nella loro unità e imponenza, lasciandosi abbracciare e attraversare dai flussi della città.

Il progetto prevede tre azioni principali:

  • ridare leggibilità a ciò di cui abbiamo certezza
  • restituire il parco ad una fruizione contemporanea compatibile con la presenza dei resti archeologici e integrata con il tessuto urbano
  • considerare scavi futuri che possano colmare le lacune nella conoscenza di un’area così complessa

  • 2018.07 | Riqualificazione del parco di Colle Oppio a Roma
  • studente/iDelli Carri Maria Vittoria
  • Relatore/i
  • Metta Annalisa
  • Correlatore/i
  • Ambrosio Eleonora, Marino Giulia
  • Corso di laurea
  • Architettura - progettazione architettonica
  • Disciplina
  • Progettazione urbana
  • Data
  • 27/07/2018
  • Anno accademico
  • 2017-2018
  • Voto
  • 110/110 e lode