La rimessa San Paolo, avamposto della modernità nella zona, giace oggi affossata nel costruito del secondo dopoguerra divenendo limite e un vuoto per la città di Roma.

Progettata e costruita nel 1926 come deposito tramviario, diviene rimessa autobus nel 1956. Questa funzione incompatibile con il tessuto residenziale, porterà alla sua chiusura nel 2003.

Lo stabile viene iscritto nel 2004 tra i beni da alienare insieme ad altre 14 proprietà, nella speranza di sanare parte del debito che grava sulla società. Ancora ad oggi il suo futuro è incerto e mancante di un’adeguata progettazione.

La rimessa ha numerose potenzialità date dagli ampi spazi voltati al suo interno e dalla buona connessione con il sistema dei trasporti cittadino e nazionale, alimentando ancora grande interesse nella popolazione del quartiere e dell’intero Municipio VIII. Questo però non si sposa con quello comunale. Ad ora non è ipotizzabile un investimento da parte del pubblico, già coinvolto economicamente in altre importanti trasformazioni urbane: ex Mercati Generali, ex Fiera di Roma e Piazza dei Navigatori.

Questa tesi quindi vuole provare a dare una risposta architettonicamente valida, rendendo la rimessa attraversabile fisicamente e visibile dalla città, ed economicamente fattibile, ipotizzando una soluzione di compromesso al fine di mediare e far convergere interessi e posizioni dell’attuale proprietà (ATAC), della P.A., di un possibile developer privato, con i punti di vista della comunità.

  • 2018.12 | Recupero e Rifunzionalizzazione dell’ex Rimessa San Paolo
  • studente/iDel Ferraro Valerio
  • Relatore/i
  • Converso Stefano
  • Correlatore/i
  • Stabile Francesca Romana, Finucci Fabrizio
  • Corso di laurea
  • Architettura - progettazione architettonica
  • Disciplina
  • progettazione architettonica
  • Data
  • 20/12/2018
  • Anno accademico
  • 2017-2018
  • Voto
  • 110/110 e lode