Il fiume Besòs, ultimo affluente di un ampio bacino che nasce nelle aree interne della Catalogna, da sempre rappresenta uno dei quattro confini naturali per la città di Barcellona, insieme al fiume Llobregat, la Sierra de Collserola e il Mar Mediterraneo.

Pur costituendo un importante corridoio ecologico e asse di collegamento a livello metropolitano, storicamente il Besòs è rimasto “escluso” dalla maggior parte dei progetti di

pianificazione: fin dal Plan Cerdà del 1859, in cui un grande parco in prossimità del fiume segnava il limite dello sviluppo della città, il Besòs e i quartieri che vi si affacciano si sono sviluppati autonomamente rispetto a Barcellona e attraverso un’urbanizzazione disordinata e in parte spontanea.

Oggi sono diverse le condizioni che contribuiscono alla percezione del paesaggio del Besòs come barriera: industrie dismesse, quartieri di case popolari, i promontori de la Sierra de Collserola e de la Serralada de Marina che si insinuano nell’edificato, enormi infrastrutture viarie che tagliano longitudinalmente la città separandola dal fiume.

Nonostante la complessità e la frammentazione, si possono riconoscere gruppi di spazi riconducibili al fiume: parchi, piazze e vuoti urbani che, come una sorta di affluenti al Besòs, costituiscono dei potenziali sistemi trasversali.

A partire dall’individuazione di tali elementi, il progetto di tesi riflette sull’opportunità di recuperare il rapporto del Besòs con il suo territorio: è possibile dare forma a una sequenza di spazi aperti in continuità con il fiume, la città e i sistemi naturali?

  • 2019.03 | Attraverso il Besòs – Sequenza di spazi aperti nella periferia di Barcellona
  • studente/iMarciano Maria Paola
  • Relatore/i
  • Metta Annalisa
  • Correlatore/i
  • Ambrosio Eleonora, Marino Giulia, Pla Ferrer Francesc
  • Corso di laurea
  • Architettura - progettazione Urbana
  • Disciplina
  • Architettura del paesaggio
  • Data
  • 03/08/2019
  • Anno accademico
  • 2017-2018
  • Voto
  • 110/110 e lode