Il tema della nostra tesi è quello del rifugio di montagna. Ci siamo impegnati a progettare un’architettura che fosse in grado di rispondere agli aspetti legati al rapporto con un paesaggio quasi privo di fenomeni di antropizzazione: in condizioni ambientali e climatiche difficili abbiamo cercato un rapporto diretto con il suolo naturale, impostando una progettazione di volumi e spazi minimi ed essenziali, per la costruzione di un oggetto in luoghi difficilmente raggiungibili.

Abbiamo scelto questo luogo per realizzare la nostra idea di rifugio secondo tre direttrici progettuali: valorizzare un paesaggio vergine, panoramico e poco frequentato; restituire a quest’area un vero rifugio che funzioni e che sia accessibile, dato che l’attuale rifugio è inutilizzabile; e riabilitare la porta occidentale di accesso al parco nazionale del Gran Sasso.

Il nostro rifugio avvia un dialogo serrato con le visuali individuate e l’orografia del terreno, adattandosi ad esso come una mano che si aggrappa alla cresta rocciosa e protende le sue dita verso le montagne, inquadrando così porzioni di paesaggio per portarle all’interno dei suoi volumi. ll bivacco invece si configura come un intervento puntale riproducibile ovunque ce ne sia bisogno.

Il rifugio è quindi configurato come una “machine à habiter l’extrême”, in cui convergono elementi come la prefabbricazione, le tecnologie innovative e i sistemi impiantistici, il più possibile sensibili al minimo impatto ambientale.

  • 2019.03 | Progetto di un rifugio di montagna nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
  • studente/iDi Cave Petrichella Jacopo, Guadagno Francesca
  • Relatore/i
  • Palmieri Valerio
  • Correlatore/i
  • Baratta Adolfo F.L.
  • Corso di laurea
  • Architettura - progettazione architettonica
  • Disciplina
  • Progettazione architettonica
  • Data
  • 08/03/2019
  • Anno accademico
  • 20017-2018
  • Voto
  • 110/110 e lode