“Reimmettere il sopravvissuto industriale in un circuito di riuso, significa in primo luogo farlo uscire dal suo residuale statuto archeologico”. Come si può, tuttavia, interpretarne la capacità trasformativa senza stravolgerne il senso o evitando di riconoscere nei resti un insieme di presenze di cui liberarsi?

La Sitoco di Orbetello, in Toscana, è una fabbrica chimica dismessa da più di vent’anni. Proprio il mancato intervento e le recenti proposte snaturanti offrono un’occasione di riflessione sulle implicazioni della progettazione del riuso con il contesto, la storia e la memoria, la costruzione, lo spazio pubblico e l’inquinamento ambientale.

Allo scopo di fornire una base interpretativa valida per il recupero e la trasformazione del sito, lo studio ne ha indagato i riferimenti culturali e le vicende storico-produttive ed urbane, ancora mai sistematizzate; ha poi documentato e analizzato il costruito, restituendone i caratteri distintivi.

Ne è emerso un intenso processo evolutivo, da tessuto industriale a patrimonio, che influenzò lo sviluppo del territorio e l’industria chimica nazionale, trovando significativa espressione negli esemplari edifici ad ossatura lignea. La salvaguardia ed il recupero delle strutture di pregio, assieme alla valorizzazione del rapporto con l’ecosistema lagunare hanno guidato la definizione di una serie di principi guida. I risultati, raccolti in un dossier, intendono offrire ulteriori osservazioni ed uno strumento utile al processo di riconversione.

  • 2014.05 | Ex Sitoco_Materiali per la trasformazione
  • studente/iMicco Francesca Isabella
  • Relatore/i
  • Segarra Lagunes Maria Margarita
  • Correlatore/i
  • Corso di laurea
  • Architettura - LM Progettazione architettonica
  • Disciplina
  • Progettazione architettonica
  • Data
  • 23/05/2014
  • Anno accademico
  • 2012-2013
  • Voto
  • 110/110 e lode