Porta Capena, antico varco nel sistema delle Mura Serviane, ha da sempre rappresentato l’accesso a Roma da sud per chi percorreva le vie Appia e Latina. Situata alle pendici dei colli Capitolino, Celio e Aventino, introduceva a un imponente vestibolo che aveva lo scopo di incutere timore ai forestieri. Varcata la Porta infatti, lo smisurato Circo Massimo e il monumentale Settizonio segnavano solo l’inizio della grandiosità di Roma Antica.

Dopo secoli di abbandono però, questo luogo così importante è ora ricoperto da metri di detriti alluvionali e completamente incapace di raccontare la propria storia. Destinato alle più svariate funzioni, da agricole a industriali, attualmente è per lo più uno svincolo stradale dove un solo rudere a fatica emerge dalla vegetazione. Il passaggio della metropolitana sulla quota archeologica tra le Mura Serviane e il Circo Massimo rende ancora più complicata questa opera di riconnessione, offrendo però al contempo l’opportunità di immaginare una nuova stazione che dialoghi con la storia.

La nostra tesi si pone quindi l’obiettivo di rendere nuovamente Porta Capena uno dei principali ingressi all’Area Archeologica Centrale di Roma, riscoprendo antichi tracciati attualmente soffocati dalla città contemporanea e permettendoci di poter volgere nuovamente lo sguardo là dove il presente attualmente lo impedisce.

  • Porta Capena, uno scavo archeologico e una nuova stazione della metro Circo Massimo, lungo gli antichi tracciati della via Latina, della via Appia e delle Mura Serviane
  • studente/iPoncetta Andrea, Raimondo Gabriele
  • Relatore/i
  • Franciosini Luigi
  • Correlatore/i
  • Corso di laurea
  • Progettazione Architettonica
  • Disciplina
  • Progettazione Architettonica
  • Data
  • 02/03/2017
  • Anno accademico
  • 2016-2017
  • Voto
  • 110/110 e lode