Darwin Day: Buon compleanno, Charles geologo!

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Darwin Day: Buon compleanno, Charles geologo!
Nel giorno della sua nascita (12 febbraio 1809), i geologi del Dipartimento di Scienze vogliono ricordare Charles Darwin come egli stesso si definì: ‘Io, un geologo’.

Darwin è meritatamente consacrato alla storia della Scienza come l’autore della teoria sull’evoluzione delle specie vegetali e animali tramite la selezione naturale (On the Origin of Species, 1859). Tuttavia, durante il viaggio sulla nave Beagle, egli si interessò soprattutto di geologia, come testimoniano i suoi numerosi scritti su questa materia. Raccontando la sua partenza con la nave Beagle per il viaggio di cinque anni di esplorazione scientifica intorno alla Terra (1832-1836), Darwin ricordava: ‘Ho portato con me a bordo il primo volume dei Principles of Geology [di Lyell], che ho studiato attentamente: mi è stato di grande aiuto sotto molti punti di vista’. Nei cinque anni del viaggio intorno al mondo, ebbe modo di fare fondamentali osservazioni nel campo della biologia, ma effettuò un notevole lavoro scientifico anche nel campo geologico, sviluppando teorie di particolare rilevanza, che sono ancora oggi considerate assolutamente corrette.

Nell’ottobre del 1835, nella fascia tropicale dell’Oceano Pacifico, osservò numerosi «anelli corallini che sorgono proprio a pelo dell’acqua e vengono detti atolli»; l’anno successivo, quando la Beagle entrò nell’Oceano Indiano e raggiunse le Isole Cocos, stabilì che poteva cercare di verificare le conclusioni di Lyell sull’origine delle isole coralline, che, nel secondo volume dei ‘Principi’ (che aveva chiesto gli venisse spedito al porto di Montevideo, in Uruguay, dove era prevista una lunga sosta della Beagle!) venivano interpretate come “incrostazioni” di coralli e altri organismi sulle pendici di isole vulcaniche sommerse. Le ricerche, condotte lungo le ripide pendici esterne delle scogliere, portarono Darwin alla conclusione che gli atolli si sviluppano lungo le coste di isole di origine vulcanica, che, con l’estinguersi dell’attività, scendono sotto il livello del mare ‘per il lento sprofondamento del fondo oceanico’. In entrambi i fenomeni citati, Darwin riconobbe le idee del geologo scozzese Hutton sull’Attualismo, sostenute in seguito da Lyell, autore dei due volumi sui ‘Principles of geology’, che prevedevano proprio una Terra in continua attività.

Questo tema era ben presente nelle sue ricerche e lo coinvolse fortemente quando la Beagle si ancorò al largo di Valdivia, lungo la costa meridionale del Cile: il 20 febbraio 1835 Darwin sbarcò e mentre stava preparandosi per esplorare le pendici dei rilievi andini sperimentò direttamente l’effetto di un violento terremoto, con epicentro vicino alla cittadina di Concepción, 300 km più a Nord, accompagnato, dopo circa 30 minuti, da gigantesche onde di maremoto. Quando la Beagle raggiunse la baia vicino a Concepción Darwin poté osservarne direttamente gli effetti disastrosi: la cittadina era stata totalmente distrutta e le vittime erano state numerosissime. Tra gli effetti del grande terremoto, Darwin osservò che lungo la costa, sopra il limite dell’alta marea, il suolo era incrostato di molluschi che vivono in acque basse: era evidente: la terra si era sollevata di quasi un metro!
Dall’esperienza del terremoto di Valdivia e Concepción e dalle osservazioni sulle Ande (che attraversò in più punti) Darwin concluse che la formazione delle montagne doveva essere una conseguenza di piccoli movimenti (come quello del terremoto sperimentato) che si ripetono per tempi lunghissimi, sottolineando il ruolo determinante del fattore tempo in geologia.

Quando, durante la lunga sosta nelle Isole Galapagos, le osservazioni nel campo della biologia cominciarono a suggerirgli le domande che lo avrebbero portato, qualche anno dopo, a formulare la teoria “Sull’origine delle specie”, Darwin aveva già in mente l’idea di una Terra fortemente dinamica, la cui superficie era sottoposta a continui mutamenti, alcuni rapidi, come terremoti ed eruzioni vulcaniche, altri impercettibili, causati da processi naturali continui, come l’erosione dei fiumi sulle terre emerse e del mare lungo le coste. Darwin pertanto concludeva che interi settori della crosta terrestre tendevano periodicamente a sollevarsi, fino ad emergere, e altri ad abbassarsi, fino a venire sommersi dalle acque. E tutto questo richiedeva, evidentemente, tempi molto lunghi, necessari, anzi, indispensabili per i processi di evoluzione cui stava pensando (‘L’origine delle specie per mezzo della selezione naturale richiede tempi molto lunghi...’)
L’innata curiosità di Darwin per i fenomeni naturali e la dedizione agli studi e alle osservazioni sul campo gli permise di avere una visione completa del mondo naturale e, da questo punto di vista, il suo approccio allo studio delle discipline che compongono le scienze naturali può essere considerato, oltre che rivoluzionario dal punto di vista scientifico, anticipatore della necessità di una visione integrata del Sistema Terra, di cui oggi abbiamo assolutamente bisogno.

Buon compleanno Charles geologo!
 
 (con il contributo del Prof. Maurizio Parotto e del Dott. Francesco Grossi)
 
Bibliografia/sitografia
1) Giovanni Tosatti (2008). Charles Darwin Geologo. Atti Soc. Nat. Mat. Modena 139
Link identifier #identifier__175838-1https://iris.unimore.it/retrieve/handle/11380/594200/1813/14%29%20Darwin%20Geologo-2008.pdf
2) Maurizio Parotto (2020). Milioni di anni: il tempo in geologia
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