La Fornarina di Raffaello ai raggi X mostra un'anima dark

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La Fornarina di Raffaello ai raggi X mostra un'anima dark
Dopo mesi di approfondimento e valutazione storico-scientifica, sono stati resi pubblici il 21 settembre 2020 i risultati sullo studio della “Fornarina” di Raffaello Sanzio, dipinto a olio su tavola, delle dimensioni di 87 x 63 cm., risalente approssimativamente al 1520 e custodito a Roma a Palazzo Barberini.

“Le scansioni a fluorescenza a raggi X hanno permesso di identificare la composizione chimica dei pigmenti usati da Raffaello e di collocarli spazialmente nell'opera attraverso mappe chimiche con risoluzione sub millimetrica - spiega Luca Tortora, docente di Chimica del Dipartimento di Scienze dell’Università di Roma Tre e ricercatore dell'INFN RomaTre, intervistato Link identifier #identifier__116553-1dall’agenzia stampa ANSA.

Questi risultati hanno permesso di approfondire la conoscenza dell’opera al fine di conservarla meglio.

L’analisi del dipinto si inserisce all’interno del progetto MU.S.A. (Multichannel Scanner for Artworks), progetto di trasferimento tecnologico finanziato dalla Regione Lazio nel 2018, che ha previsto la realizzazione di uno scanner multicanale XRF.  Il nuovo scanner MA-XRF è stato realizzato grazie alle competenze di meccanica e di elettronica della sezione INFN di Roma Tre e di CHNet (Cultural Heritage Network), rete di competenza per i beni culturali dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare).
Al progetto hanno collaborato anche CNR ISMN, l’Università degli Studi di Roma Tre, Università La Sapienza e le aziende “Emmebi Diagnostica Artistica” e “Ars Mensurae”.

Di seguito il servizio che ha dedicato UnoMattina il 24 Settembre
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