Per ricordare e discutere i primi dieci anni dalla firma dell’Accordo di pace tra il governo colombiano e le FARC-EP, il Festival del Cinema Colombia Migrante torna a Roma con un percorso cinematografico che mette al centro le storie delle vittime del conflitto armato, la ricerca delle persone scomparse, la memoria storica e le conseguenze della violenza politica.
Nel primo dei tre appuntamenti romani previsti, la V edizione del Festival del Cinema Colombia Migrante, intitolata Territorios soñados: Imaginar para reparar, si apre con la proiezione del film-documentario La tierra comenzó a hablar (2025), di Diego Pérez e Camilo Castañeda (58 minuti), prodotto dalla JEP come parte del suo sforzo di giustizia transizionale e ripartiva. Il film racconta la ricerca e il ritrovamento di persone scomparse a La Escombrera, una discarica di macerie nella Comuna 13 di Medellín, e restituisce visibilità a oltre vent’anni di lotta delle famiglie, in particolare delle donne cercatrici, impegnate a conoscere la sorte dei propri cari scomparsi durante il conflitto armato. Al dibattito dopo la proiezione contribuiranno Alexis De Greiff (Universidad Nacional de Colombia), Luigi Guarnieri Calò Carducci (Università Roma Tre), Stefania Gallini (Università Roma Tre) e le rappresentanti dell’Associazione di Promozione Sociale MIGRAS e della Red Exilio en Apoyo al Legado de la Comisión de la Verdad (REL), che promuovono il Festval del Cinema Colombia Migrante.
L'evento è ad entrata libera e gratuita.
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