21010269 - CRITICA DELL'URBANO

Il corso fornisce le competenze per collocare il progetto dello spazio urbano e territoriale nel complesso delle interdipendenze che interessano gli insediamenti e per cogliere il suo apporto alle relazioni socio-ecologiche a diverse scale.
scheda docente | materiale didattico

Mutuazione: 21010269 CRITICA DELL'URBANO in Architettura - Progettazione urbana LM-4 R RANZATO MARCO

Programma

rotturaforma è una proposizione ambigua e provocatoria. rotturaforma è la lente per osservare l’urbano. rotturaforma è il sottotitolo del corso Critica dell’Urbano.
Alla assonante e più nota forma urbis severiana, il cui intento era ‘tratteggiare’ sulla pietra la forma della città di Roma a partire degli elementi architettonici che la componevano, rotturaforma contrappone l’azione destabilizzante della rottura.
Che sia la rottura a plasmare il paesaggio urbano può suonare controverso. Eppure, il territorio abitato ha spesso le sembianze del frammento. La rottura, la frattura e ciò che è deformato e difficilmente riconoscibile, è l’epitome della condizione urbana. Ma qui, con rottura, ancor prima del frammento e di ciò che rompe l’idea di figura urbana, ci si riferisce alle parti del territorio ‘rotte’ a ragione di un collasso.

Nel territorio urbanizzato la rottura è discontinuità. È perturbazione che, in quanto a-funzionale allo sviluppo corrente, offre prospettive eccentriche. È un dispositivo euristico (Graham, 2011) in grado di produrre uno scarto sul piano della conoscenza oltre che dell’esperienza. È un "luogo trasformativo" che apre a nuove possibilità di essere e abitare. È spazio entro il quale è inscrivibile un cambio di paradigma. È spesso marginale e, se non è marginale, genera marginalità. È urbana perché non può essere altrimenti. È rivelatrice del groviglio di relazioni locali e planetarie. La rottura è una lente attraverso la quale reinterpretare il territorio abitato.

L’approccio di rotturaforma non è ‘problem-solving’. Al contrario, la posizione è apprendere da ciò che comunemente è identificato come ‘problema’. La rottura è interpretata come condizione inversamente problematica perché rivelatrice della struttura ma anche delle contraddizioni e fragilità della condizione urbana presente. Rivelando i complessi imponenti, spesso invisibili, delle infrastrutture urbane contemporanee che trasportano energia, comunicazione, trasporto e acqua, la rottura smaschera anche il controllo sociale della natura operato attraverso la tecnologia. Improvvisamente, l'acqua che straripa ci inonda, ci proteggiamo dal freddo perché l’impianto di riscaldamento è fuori uso, ricorriamo al fuoco perché l'elettricità è interrotta, e così via. La perturbazione accelera il cambiamento a cui i dati e le previsioni sul riscaldamento globale dovrebbero condurci. Per quanto inquietante, la rottura pare la più vicina opportunità per conoscere dall’interno ciò che troviamo generalmente legato a un apparato tecnologico imperscrutabile e scontato. Come finestra sui circuiti che stanno alla base delle nostre vite moderne e del nostro rapporto con la natura, la rottura è decisamente politica. Ci spinge all'azione e a cercare una nuova corrispondenza con il mondo.

Oggetto di rotturaforma sono le rotture della geografia dell’urbano romano. Quelle rotture che hanno a che vedere con l’infrastruttura, incluse le infrastrutture ambientali quali suolo e acqua. Incluse sono anche le rotture esito del cambiamento climatico.

L’ambito di rotturaforma è NO-CITY (www.no-city.org), ovvero la condizione urbana diffusa. La rottura è ubiqua e si manifesta in qualsiasi gradiente urbano, dal centro, alla periferia, alla dispersione, ai frammenti della geografia dell’urbano romano.

Testi Adottati

Agamben, G. (2020) Gaia e Ctonia. Una Voce. Macerata: Quodlibet.
https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-gaia-e-ctonia

Armiero, M. (2021) L’era degli scarti. Cronache dal Wasteocene, la discarica globale. Torino: Einaudi.

Demitry, Francesco (2022) Resistere alla barbarie. Gaia secondo Isabelle Stengers.
https://operavivamagazine.org/resistere-alla-barbarie/

DeSilvey, C. (2022) A Tale of Two Slates: On Collapse and Complicity. In: Grossman, V., Miguel, C., Everyday Matters. Berlin: Ruby Press. pp- 143-155.

Diamond, Jared (2014) Collasso. Torino: Einaudi. pp. 1-11.

Forty, Adrian (2019). Structural failure: accidents waiting to happen. The Architectural Review, 1458, pp. 96-97.

Latour, B., Sunda, M. (2018) The dreamworlds of modernity are in ruins. TOO MUCH, 8, pp. 94-99.

Ghelfi, A. and Papadopoulos D. (2022) Ecological Transition: What It Is and How to Do It. Community Technoscience and Green Democracy. Tecnoscienza, 12 (2). pp. 13-38

Graham, Stephen (2011) Disruptions. In: Gandy, Matthew (ed.) Urban Constellations. Berlin: Jovis. pp. 65-70.

Ingold, Tim (2017) What if the city were an ocean, and its building ships? In: Bradley, Sean V. (Ed.) The Evergreen: A New Season in the North. Edimburg: The World Bank.

Pellizzoni, Luigi (2022) Handle with Care Transition, Translocalism and Experimentalism for a Green Democracy. Tecnoscienza, 12 (2). pp. 39-48.

Sohn-Rethel, A. (2015) [1926] La filosofia del rotto. Buchi Neri. https://buchineri.org/2015/04/14/la-filosofia-del-rotto/

Stengers, Isabelle (2021) Nel tempo delle catastrofi. Resistere alla barbarie a venire. Torino: Rosenberg & Sellier. pp. 66-72.

von Redecker, Eva (2023) ‘Repair and revolution’. Interviewed by Alex Nehmer and Markus Krieger, The Great Repair. A catalog of practices, ARCH+, pp. 198-207

Modalità Frequenza

Il corso si svolge in presenza con obbligo di frequenza come da regolamento del corso di laurea e prevede alcuni momenti di studio sul campo.

Modalità Valutazione

La valutazione viene effettuata sulla base dei risultati dell’esercitazione oltre che della partecipazione attiva alle attività seminariali che si terranno regolarmente in aula. Durante l'esame saranno considerati capacità di argomentazione e coerenza dei prodotti dell’esercitazione, anche in considerazione delle lezioni frontali e delle letture proposte e discusse durante il corso. La valutazione terrà conto anche della qualità argomentativa del saggio individuale.