Il corso mira all’acquisizione di autonome capacità di analisi storica e di interpretazione critica dei fenomeni artistici dell’età contemporanea, con particolare riguardo alle interazioni tra produzione artistica e riflessione teorica ed estetica.
scheda docente
materiale didattico
Programma
Il corso ricostruisce alcune trasformazioni decisive dello statuto dell’oggetto nell’arte del XX secolo attraverso una sequenza di operazioni che ne modificano natura, funzione e valore: scelta, perturbazione, incorporazione, riproduzione, feticizzazione, conservazione e spettacolarizzazione. Questa scansione permetterà di seguire le metamorfosi dell’oggetto dall’invenzione del ready-made fino alla sua assimilazione alla merce e al corpo biologico.
1. Scelta e nominazione: Marcel Duchamp e il readymade. Dai primi readymade a Fountain (1917): vicenda espositiva, perdita dell’originale, repliche e costruzione retrospettiva dell’opera. La ricontestualizzazione dell’oggetto industriale mette in crisi autografia, tecnica, unicità e giudizio estetico.
2. Perturbazione e desiderio: l’oggetto surrealista. Dall’objet trouvé all’“oggetto a funzionamento simbolico”, attraverso Alberto Giacometti, Boule suspendue (1930–31), e Meret Oppenheim, Object (1936). Desiderio, feticismo, perturbante, tattilità e disfunzione trasformano l’oggetto quotidiano in dispositivo psichico, sottraendolo alla stabilità della funzione e dell’identità.
3. Incorporazione e ibridazione: Robert Rauschenberg e Jasper Johns. I Combines di Rauschenberg, con particolare attenzione a Bed, Monogram e Canyon, e le bandiere, i bersagli e gli oggetti di Johns. L’oggetto entra materialmente nell’opera o viene ricostruito, producendo una continua oscillazione fra cosa, immagine e segno.
4. Riproduzione e mediatizzazione: Andy Warhol. Dalla fotografia di stampa alla serigrafia: Marilyn Diptych, Death and Disaster, Electric Chairs e Brillo Boxes. Serialità e ripetizione ridefiniscono i rapporti fra immagine, originale, copia, consumo e merce.
5. Feticizzazione e iperproduzione: Jeff Koons. The New, Equilibrium, Rabbit e Banality. Il ready-made viene ripensato attraverso il display commerciale, la produzione industriale, la perfezione della superficie, il kitsch e il valore di scambio.
6. Conservazione e spettacolarizzazione: Damien Hirst. A Thousand Years, The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living e Mother and Child (Divided). Il corpo biologico preservato e messo in mostra intreccia morte, tassonomia, vetrina, museo e spettacolo.
Le lezioni alterneranno ricostruzione storico-critica, analisi ravvicinata delle opere e discussione di testi teorici e storiografici.
1. Marcel Duchamp: scelta e nominazione
• William A. Camfield, Marcel Duchamp: Fountain, Houston Fine Art Press, Houston 1989.
• William A. Camfield, “Marcel Duchamp’s Fountain: Its History and Aesthetics in the Context of 1917”, Dada/Surrealism, 16, 1987, pp. 64–94.
• Thierry de Duve, “Given the Richard Mutt Case”, in Kant after Duchamp, MIT Press, Cambridge 1996.
• Marcel Duchamp. Critica, biografia, mito, Electa Milano 2009.
2. L’oggetto surrealista: perturbazione e desiderio
• Johanna Malt, Obscure Objects of Desire: Surrealism, Fetishism, and Politics, Oxford University Press, Oxford–New York 2004, in particolare cap. 3, “The Surrealist Object in Theory”, e 4, “The Surrealist Object as Fetish”.
• Didier Ottinger (a cura di), Dictionnaire de l’objet surréaliste, Gallimard/Centre Pompidou, Paris 2013.
• Ghislaine Wood (a cura di), Surreal Things: Surrealism and Design, V&A Publications, London 2007.
• Ulrich Lehmann, “The Uncommon Object: Surrealist Concepts and Categories for the Material World”, in Ghislaine Wood (a cura di), Surreal Things: Surrealism and Design, V&A Publications, London 2007.
• Mary Ann Caws, The Surrealist Look: An Erotics of Encounter, MIT Press, Cambridge, MA–London 1997.
3. Robert Rauschenberg e Jasper Johns: incorporazione e ibridazione
• Branden W. Joseph, Random Order: Robert Rauschenberg and the Neo-Avant-Garde, MIT Press, Cambridge, MA 2003.
• Paul Schimmel (a cura di), Robert Rauschenberg: Combines, Museum of Contemporary Art/Steidl, Los Angeles–Göttingen 2005.
• Leo Steinberg, “Jasper Johns: The First Seven Years of His Art”, in Other Criteria: Confrontations with Twentieth-Century Art, Oxford University Press, New York 1972, pp. 17–54.
• Fred Orton, Figuring Jasper Johns, Reaktion Books, London 1994.
4. Andy Warhol: riproduzione e mediatizzazione
• Thomas Crow, “Saturday Disasters: Trace and Reference in Early Warhol”, Art in America, 75, 5, May 1987, pp. 128–136.
• Hal Foster, “Death in America”, October, 75, Winter 1996, pp. 37–59.
• Benjamin H. D. Buchloh, “Andy Warhol’s One-Dimensional Art: 1956–1966”, in Kynaston McShine (a cura di), Andy Warhol: A Retrospective, Museum of Modern Art, New York 1989.
• Annette Michelson (a cura di), Andy Warhol, October Files 2, MIT Press, Cambridge, MA 2001.
5. Jeff Koons: feticizzazione e iperproduzione
• Scott Rothkopf (a cura di), Jeff Koons: A Retrospective, Whitney Museum of American Art/Yale University Press, New York–New Haven 2014.
• Hal Foster, “The Art of Cynical Reason”, in The Return of the Real: The Avant-Garde at the End of the Century, MIT Press, Cambridge, MA 1996, pp. 99–127.
• AnnMarie Perl, “‘A More Public Arena’: Jeff Koons’ Reinvention in the Midst of Reaganism”, Art History, 43, 3, 2020, pp. 474–508.
• Hal Foster, “Jeff Koons”, London Review of Books, 36, 15, 31 July 2014.
6. Damien Hirst: conservazione e spettacolarizzazione
• Ann Gallagher (a cura di), Damien Hirst, Tate Publishing, London 2012.
• Kieran Cashell, Aftershock: The Ethics of Contemporary Transgressive Art, I.B. Tauris, London–New York 2009, in particolare il capitolo dedicato a Hirst.
• Julian Stallabrass, High Art Lite: The Rise and Fall of Young British Art, rev. ed., Verso, London–New York 2006.
• Luke White, “Damien Hirst’s Shark: Nature, Capitalism and the Sublime”, Tate Papers, 14, Autumn 2010.
Ulteriori testi verranno indicati nel corso delle lezioni e suggeriti agli studenti per i loro progetti di ricerca
Programma
Metamorfosi dell’oggetto nell’arte del XX secoloProgramma
Il corso ricostruisce alcune trasformazioni decisive dello statuto dell’oggetto nell’arte del XX secolo attraverso una sequenza di operazioni che ne modificano natura, funzione e valore: scelta, perturbazione, incorporazione, riproduzione, feticizzazione, conservazione e spettacolarizzazione. Questa scansione permetterà di seguire le metamorfosi dell’oggetto dall’invenzione del ready-made fino alla sua assimilazione alla merce e al corpo biologico.
1. Scelta e nominazione: Marcel Duchamp e il readymade. Dai primi readymade a Fountain (1917): vicenda espositiva, perdita dell’originale, repliche e costruzione retrospettiva dell’opera. La ricontestualizzazione dell’oggetto industriale mette in crisi autografia, tecnica, unicità e giudizio estetico.
2. Perturbazione e desiderio: l’oggetto surrealista. Dall’objet trouvé all’“oggetto a funzionamento simbolico”, attraverso Alberto Giacometti, Boule suspendue (1930–31), e Meret Oppenheim, Object (1936). Desiderio, feticismo, perturbante, tattilità e disfunzione trasformano l’oggetto quotidiano in dispositivo psichico, sottraendolo alla stabilità della funzione e dell’identità.
3. Incorporazione e ibridazione: Robert Rauschenberg e Jasper Johns. I Combines di Rauschenberg, con particolare attenzione a Bed, Monogram e Canyon, e le bandiere, i bersagli e gli oggetti di Johns. L’oggetto entra materialmente nell’opera o viene ricostruito, producendo una continua oscillazione fra cosa, immagine e segno.
4. Riproduzione e mediatizzazione: Andy Warhol. Dalla fotografia di stampa alla serigrafia: Marilyn Diptych, Death and Disaster, Electric Chairs e Brillo Boxes. Serialità e ripetizione ridefiniscono i rapporti fra immagine, originale, copia, consumo e merce.
5. Feticizzazione e iperproduzione: Jeff Koons. The New, Equilibrium, Rabbit e Banality. Il ready-made viene ripensato attraverso il display commerciale, la produzione industriale, la perfezione della superficie, il kitsch e il valore di scambio.
6. Conservazione e spettacolarizzazione: Damien Hirst. A Thousand Years, The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living e Mother and Child (Divided). Il corpo biologico preservato e messo in mostra intreccia morte, tassonomia, vetrina, museo e spettacolo.
Le lezioni alterneranno ricostruzione storico-critica, analisi ravvicinata delle opere e discussione di testi teorici e storiografici.
Testi Adottati
Bibliografia1. Marcel Duchamp: scelta e nominazione
• William A. Camfield, Marcel Duchamp: Fountain, Houston Fine Art Press, Houston 1989.
• William A. Camfield, “Marcel Duchamp’s Fountain: Its History and Aesthetics in the Context of 1917”, Dada/Surrealism, 16, 1987, pp. 64–94.
• Thierry de Duve, “Given the Richard Mutt Case”, in Kant after Duchamp, MIT Press, Cambridge 1996.
• Marcel Duchamp. Critica, biografia, mito, Electa Milano 2009.
2. L’oggetto surrealista: perturbazione e desiderio
• Johanna Malt, Obscure Objects of Desire: Surrealism, Fetishism, and Politics, Oxford University Press, Oxford–New York 2004, in particolare cap. 3, “The Surrealist Object in Theory”, e 4, “The Surrealist Object as Fetish”.
• Didier Ottinger (a cura di), Dictionnaire de l’objet surréaliste, Gallimard/Centre Pompidou, Paris 2013.
• Ghislaine Wood (a cura di), Surreal Things: Surrealism and Design, V&A Publications, London 2007.
• Ulrich Lehmann, “The Uncommon Object: Surrealist Concepts and Categories for the Material World”, in Ghislaine Wood (a cura di), Surreal Things: Surrealism and Design, V&A Publications, London 2007.
• Mary Ann Caws, The Surrealist Look: An Erotics of Encounter, MIT Press, Cambridge, MA–London 1997.
3. Robert Rauschenberg e Jasper Johns: incorporazione e ibridazione
• Branden W. Joseph, Random Order: Robert Rauschenberg and the Neo-Avant-Garde, MIT Press, Cambridge, MA 2003.
• Paul Schimmel (a cura di), Robert Rauschenberg: Combines, Museum of Contemporary Art/Steidl, Los Angeles–Göttingen 2005.
• Leo Steinberg, “Jasper Johns: The First Seven Years of His Art”, in Other Criteria: Confrontations with Twentieth-Century Art, Oxford University Press, New York 1972, pp. 17–54.
• Fred Orton, Figuring Jasper Johns, Reaktion Books, London 1994.
4. Andy Warhol: riproduzione e mediatizzazione
• Thomas Crow, “Saturday Disasters: Trace and Reference in Early Warhol”, Art in America, 75, 5, May 1987, pp. 128–136.
• Hal Foster, “Death in America”, October, 75, Winter 1996, pp. 37–59.
• Benjamin H. D. Buchloh, “Andy Warhol’s One-Dimensional Art: 1956–1966”, in Kynaston McShine (a cura di), Andy Warhol: A Retrospective, Museum of Modern Art, New York 1989.
• Annette Michelson (a cura di), Andy Warhol, October Files 2, MIT Press, Cambridge, MA 2001.
5. Jeff Koons: feticizzazione e iperproduzione
• Scott Rothkopf (a cura di), Jeff Koons: A Retrospective, Whitney Museum of American Art/Yale University Press, New York–New Haven 2014.
• Hal Foster, “The Art of Cynical Reason”, in The Return of the Real: The Avant-Garde at the End of the Century, MIT Press, Cambridge, MA 1996, pp. 99–127.
• AnnMarie Perl, “‘A More Public Arena’: Jeff Koons’ Reinvention in the Midst of Reaganism”, Art History, 43, 3, 2020, pp. 474–508.
• Hal Foster, “Jeff Koons”, London Review of Books, 36, 15, 31 July 2014.
6. Damien Hirst: conservazione e spettacolarizzazione
• Ann Gallagher (a cura di), Damien Hirst, Tate Publishing, London 2012.
• Kieran Cashell, Aftershock: The Ethics of Contemporary Transgressive Art, I.B. Tauris, London–New York 2009, in particolare il capitolo dedicato a Hirst.
• Julian Stallabrass, High Art Lite: The Rise and Fall of Young British Art, rev. ed., Verso, London–New York 2006.
• Luke White, “Damien Hirst’s Shark: Nature, Capitalism and the Sublime”, Tate Papers, 14, Autumn 2010.
Ulteriori testi verranno indicati nel corso delle lezioni e suggeriti agli studenti per i loro progetti di ricerca
Bibliografia Di Riferimento
Hal Foster, Rosalind Krauss, Yve-Alain Bois, Benjamin Buchloh, Art since 1900, Thames & Hudson (PDF); trad. it., Arte dal 1900, Zanichelli 2016). The Cambridge History of Modernism, Cambridge University Press 2016Modalità Frequenza
Libera scelta degli studenti. La frequenza è obbligatoria per chi vuole sostenere l'esame con la modalità "studente frequentante".Modalità Valutazione
Esami 12 CFU, studenti frequentanti L’esame si svolge in forma scritta, in aula, nella data dell’appello. La prova è volta a verificare la conoscenza approfondita dei temi, delle opere, degli artisti e dei problemi storico-critici affrontati durante il corso e nei testi indicati in bibliografia, nonché la capacità di analizzare e mettere in relazione opere, immagini e posizioni teoriche. Le domande richiederanno risposte articolate di carattere storico e critico e potranno prevedere il riconoscimento e il commento di opere e materiali visivi discussi a lezione. Per poter accedere alla modalità riservata agli studenti frequentanti è richiesta l’assidua partecipazione alle lezioni, alle discussioni collettive, alle visite esterne e alle altre attività didattiche, nonché la conoscenza approfondita dei materiali del corso: testi, immagini, film, documenti e mostre eventualmente visitate. Esami 12 CFU, studenti non frequentanti L’esame si svolge in forma scritta e orale nella stessa data. La prova scritta, svolta in aula, è volta a verificare la conoscenza dei temi, delle opere, degli artisti e dei problemi storico-critici affrontati nel programma e nei testi indicati nella bibliografia per gli studenti non frequentanti. Le domande richiederanno risposte articolate di carattere storico e critico e potranno prevedere il riconoscimento e il commento di opere e materiali visivi. Al termine della prova scritta, nella stessa giornata, gli studenti non frequentanti sosterranno inoltre un colloquio orale, volto ad approfondire e integrare quanto emerso nello scritto e a verificare la conoscenza complessiva della bibliografia d’esame, la capacità di esporre e discutere criticamente i temi del corso e di analizzare e mettere in relazione opere, contesti storici e posizioni teoriche.