Giovedì 29 maggio si è svolto l'incontro con l'arch. Gonçalo Byrne
Il mestiere dell'architetto. Tra cultura e professione
A questo proposito il Professor Luigi Franciosini scrive:
Ci sono molti modi per introdurre l'opera di Gonçalo Byrne architetto portoghese di fama internazionale: è lasciato a questo maestro pacato il miglior racconto.
Tuttavia proverò a fare una brevissima introduzione cercando ricondurre, in poche righe, quanto m’ha emozionato, quanto è rimasto nella mia memoria, rispetto ai miei viaggi svolti in Portogallo, accompagnato da amici architetti lusitani, tutti impazienti di farmi incontrare l’opera del maestro: ai miei occhi sono apparse Lisbona, Coimbra, Aveiro, Alcobaça: città e territori, materie e forme, gravide di storie millenarie e tradizioni : luoghi dove tra le pieghe della terra, ho incontrato le sue opere d’ architettura.
Isolate o incastonate nelle trame delle città hanno offerto più un invito a perdersi più che a trovare una strada univoca alla comprensione del suo linguaggio: mobile, adattivo, spingendomi a cercare corrispondenze ed assonanze con i luoghi; a cercare , ogni volta , per ogni architettura, il riverbero del racconto del tempo, il respiro di quel mondo radicato nella natura degli spazi e della storia: la solennità dei sagrati, degli slarghi, delle piazze, delle vie; le spazialità severe, dei conventi, dei palazzi signorili e dei quartieri popolari, interpretati per suggerire il senso del luogo; e infine, l’incontro con il linguaggio della modernità trattenuto nei registri dettati dai contesti.
La misura della riuscita d’una esperienza sensibile è rappresentata dal perdurare dell’immagine, dalla durata del ricordo: anzi, per meglio dire, dalla combattività, dall’energia spesa dalla nostra coscienza per contenere gli effetti dell’oblio, con l’obiettivo di contenere o rallentare la perdita dei contorni delle cose viste, delle impressioni ed emozioni provate, ravvivando il senso del riconoscimento e della scoperta, la conferma e la sorpresa di quel mormorio interminabile che anima la sua architettura.
Nell’architettura portoghese , parallelamente al canto popolare, vernacolare, fatto di case e tetti, d’intonaci e pietre, di colori e smalti, che si diffonde dalla costa atlantica all’entroterra collinare , nelle città e nei villaggi dispersi (a proposito scrive Saramago … nel Portogallo non mancano i paesi che sembrano rimasti ai margini del tempo ad assistere al trascorrere degli anni senza spostare una pietra da qua a là e tuttavia li sentiamo vivificati da una vita interiore calda, vi si sente battere un cuore), in questa dimensione, ciò che più t’intimidisce è la comparsa improvvisa nel paesaggio delle immense Cattedrali e dei Conventi, dei castelli, dalle inevitabili fluttuazioni di stili (per la durata delle costruzioni, romanico, gotico manuelino, barocco), luoghi destinati a frati conventuali e guerrieri).
Spesso l’architettura di Byrne si è misurata con questi giganti, attraverso una sapienza interpretativa, estetica, tecnica, misurata, equilibrata, colta, mai autoreferenziale, che, mentre indaga, riconduce a forma l’incerto, reinventando il modo di sentire attive quelle spazialità, senza intimidirsi né smarrirsi d’ogni pietra, d’ogni capitello, d’ogni ornamento.
Solo la maestria, una perizia tecnica che si acquisisce grazie ad un lungo, arduo tirocinio, può condurre a esiti di così sublimi d’ eleganza e pienezza di senso.
La sua opera, che abbraccia oltre cinque decenni, risponde a un'ampia varietà di programmi e contesti.
In tutto questo lungo periodo di lavoro che attraversa il Portogallo e l’Europa dagli anni 70 ad oggi, Gonçalo Byrne ha costantemente mostrato una capacità di calarsi nelle cose, di trovare un suo canto nella polifonia del tempo e dello spazio delle relazioni, in modo colto, attento alle diverse identità, ai diversi programmi posti dalle diverse occasioni professionali e di studio.
Una sensibilità ed una maestria che prende forma nelle diverse scale della realtà (dal territorio alla città) cogliendo il respiro del mondo e dei luoghi.
Le opere di Byrne riflettono quindi, indipendentemente dalle rispettive condizioni particolari, la volontà di essere sempre parte di un sistema di relazioni, di essere parte di un contesto (la città innanzitutto) proponendo nuove relazioni e nuove letture: il cotesto, in questo senso è materia attiva in sé, sprigionando la dimensione geografica e territoriale delle sue visioni.
In questo senso Byrne riesce a combinare valori perenni ed effimeri, raggiungendo un alto grado di coerenza e un equilibrio.
Secondo una certa tradizione dell'architettura portoghese, l'arcaico e il nuovo, possono dialogare senza contraddizioni teoriche.
Gonçalo Byrne, nasce ad Alcobaça nel 1941.
Dagli anni Settanta ad oggi, più di 50 anni, tutta l'opera di Gonçalo Byrne, riveste una grande interesse nel panorama architettonico portoghese e internazionale
Si laurea alla facoltà di architettura dell'Università Tecnica di Lisbona nel 1968, e da subito diviene uno dei protagonisti della fortunata stagione che attraversa l'architettura portoghese con la realizzazione di importanti opere in Portogallo, Italia e in numerosi altri paesi europei.
Nel suo lavoro si fondono i tratti più caratteristici di una cultura progettuale che ha saputo far tesoro delle più significative esperienze compiute dall'architettura contemporanea, senza tradire la tradizione ed i contesti locali.
Rigore formale, intuito, soluzioni commisurate alle esigenze, semplicità esecutiva hanno contribuito all’affermazione dell’architettura di Byrne che tende a creare nuovi legami tra esigenze del presente e memoria del paesaggio.
Ha insegnato in molti atenei europei (università di Venezia, Losanna, Napoli, Lovanio, Barcellona, Graz, Pamplona, Coimbra, Sassari) e presso la Harvard University, USA. L.A.C. Laboratorio di Architettura Contemporanea Mantova.
Alcuni suoi lavori sono stati presentati in varie mostre a New York, Lubiana, Messina, Lucca, Como, San Marino, Lisbona, Oporto, Milano, Venezia e Vicenza.
Le opere e i progetti di Byrne sono stati pubblicati dalle principali riviste internazionali, dove hanno trovato forma anche i suoi scritti.
Negli ultimi anni, il suo lavoro è stato ampiamente riconosciuto e premiato, avendo ricevuto, tra gli altri, il la Medaglia d'Oro dell'Accademia Francese di Architettura e il Piranesi / Prix de Rome, edizione 2014.
